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Volo 323: Cronaca di un Disastro

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Anche se Manuale di Volo non ha (per ora NdR: la sezione "Cinema è stata nel frattempo aperta) una rubrica sul cinema di contenuto aeronautico, parliamo oggi di un film per portare un esempio di come i media di massa trattino l’argomento... e già ora e data di programmazione potrebbero dirla lunga sulla rilevanza data al prodotto.

Il film del quale ci occupiamo, nella riduzione televisiva, è stato infatti presentato alle 15,40 del mercoledì 17 agosto su RAI 3. “Volo 323: cronaca di un disastro” è il titolo della pellicola,che, almeno secondo il mio avviso, non realizza nemmeno uno dei suoi presumibili obiettivi.

Ma cominciamo con l'analizzare l’avvertenza che viene sparata nei titoli di testa: “Questo film è la ricostruzione dell’inchiesta svolta sulle cause di un disastro aereo”. Leggendo rapidamente, come si può fare per un titolo di testa, non si può far altro che pensare alla ricostruzione documentaristica di un incidente accaduto realmente: ebbene, il volo 323 della Commonwealth non è mai esistito, né è esistita la compagnia citata, ed i fatti narrati sono totalmente parto della fantasia (per così dire) degli sceneggiatori. L’avvertenza dunque, pare voler semplicemente significare che chi ha prodotto il film voleva fare una rappresentazione documentaristica del lavoro d’investigazione sugli incidenti aerei. La pochezza della realizzazione, ha di fatto tramutato l’avvertenza in una sorta di mistificazione.

Il film è del 2004, quindi non molto vecchio, e soprattutto dovrebbe scontare tutte le conoscenze rese pubbliche dopo i fatti del settembre 2001. La trama dell’opera intendeva spiegare il lavoro che la squadra di investigatori federali incaricata di indagare sulle cause di un disastro doveva portare avanti. Ma quasi mai si capisce realmente il certosino lavoro che portano avanti gli investigatori, e ancor meno si percepisce che la causa degli incidenti risale sempre ad una concatenazione di eventi piuttosto che ad un semplice fatto dimostrabile.

La rappresentazione inizia mostrando come gli scienziati che si occupano delle indagini ingannino il tempo che intercorre tra un incidente e l’altro lanciando aeroplanini di carta, come bambini di un qualsiasi asilo nido. Un breve cenno al NTSB può aiutare a capire la questione, la sigla sta per National Transportation Safety Board, in italiano suonerebbe “commissione nazionale sulla sicurezza nei trasporti”. E' un’agenzia federale indipendente incaricata dal Congresso degli Stati Uniti d’America di investigare su tutti gli incidenti che riguardano i trasporti civili. La struttura ha risorse immense, se paragonata ai simili istituiti messi in piedi in tutto il mondo, ed è realmente una fonte autorevole di questioni di sicurezza per qualsiasi nazione. Gli obiettivi che gli assegna lo Stato americano non sono solo quelli di indagare sulle probabili cause degli incidenti ma anche di promuovere la sicurezza nei trasporti ed assistere le vittime ed i familiari degli incidenti. La commissione è diretta da cinque membri nominati ogni 5 anni dal Presidente e confermati dal Senato.

Il titolo del film nelle varie lingue chiarisce meglio le intenzioni di chi ha realizzato il docu-movie. Quello originale era “NTSB: The Crash of Flight 323”, certamente più rispondente alla volontà dei produttori rispetto alla versione TV italiana. Nelle sale cinematografiche italiane invece il film è apparso con il titolo "Air Crash - Il volo del mistero (la ricerca della verità ad ogni costo)". E peggio ancora è andata in Germania con un improbabile Flug 323 - Absturz über Wyoming” ovvero “Volo 323 - Caduta sul Wyoming” Neutri i francesi, con un semplice: “Le crash du vol 323”.

La rappresentazione dei caratteri degli individui coinvolti in un incidente è semplicemente grottesca. La necessità di esemplificare le varie cause che possono creare le condizioni di un incidente aereo ha spinto gli autori a inserire nella trama una varietà tale di eventi da creare una confusione totale. Alla fine, l’unico tema trattato in maniera accettabile è quello della “colpa dei piloti”, leitmotiv mediatico d’ogni indagine aeronautica. Insomma, un copione che non rende merito alla base dell’intrinseca sicurezza del sistema aeronautico: il costante incremento dei livelli di sicurezza grazie ai miglioramenti che sono apportati a seguito d’ogni inconveniente, anche minimo, rilevato.

Non è andata meglio nemmeno la rappresentazione del mezzo coinvolto, un B-737 (probabilmente un rottame vero) che secondo la dinamica proposta non poteva certo essere così sano sul luogo dell’ipotetico incidente, ma nella pochezza generale direi che questo è il fatto meno rilevante.

L’attore protagonista, Mandy Patinkin, conferma la staticità delle sue espressioni, già rese note dai 47 episodi del serial televisivo “Criminal Minds”. La regia è responsabilità di Jeff Bleckner noto per le serie televisive "Medium", "Castle detective tra le righe", e "Private Pratice".

In definitiva, l’intenzione di mostrare come si svolge un’indagine su un incidente aereo, finisce col limitarsi a una semplicistica descrizione del modo di operare del NTSB, la massima istituzione di indagine sugli incidenti di volo... talmente semplicistica che se io fossi un responsabile di quella meritoria istituzione avrei già querelato i responsabili della realizzazione del film.

Insomma, rileggendo il titolo dopo aver visto il film, non ho potuto fare a meno di pensare che il vero disastro, più che l'incidente aereo, sia stato il risultato cinematografico.

 

Scheda filmografica

Titolo originale: NTSB: The Crash of Flight 323
Paese e anno di uscita: USA, 2004

Regista: Jeff Bleckner
Interpreti principali:
Mandy Patinkin
Eric Close
Kevin Dunn

(30 novembre 2011)

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