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Il sole è vivo

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Il sole è vivo, e ogni tanto ce lo fa sapere. Nei primi giorni dell’ agosto 2011 è stata registrata una straordinaria sequenza di esplosioni sulla superficie del sole. In quei giorni, in televisione, vennero mostrate molte spettacolari immagini di queste vere e proprie eruzioni solari.

Queste eruzioni solari, che gli anglosassoni chiamano solar flares, sono sempre esistite, ma solo adesso la tecnologia ci fornisce gli strumenti adatti per poterle vedere da vicino, in tutta la loro esuberante bellezza. Il solar flare è un improvviso scintillio osservato sulla crosta solare, che è interpretato dagli scienziati come il rilascio di una grande quantità di energia. Difatti, si presume che durante questa esplosione la temperatura possa raggiungere i 10 milioni di gradi centigradi ed è noto che a queste temperature la materia emetta copiose quantità di raggi ultravioletti e raggi ionizzanti, oltre, ovviamente, alla luce visibile.

In aggiunta, durante questi fenomeni, viene espulso materiale nello spazio, principalmente nella forma di elettroni e protoni, a velocità di oltre 1000 km/secondo. Questi eventi sono noti come CME (Coronal Mass Ejections) e causano un aumento improvviso del vento solare. Le espulsioni di massa coronale raggiungono la terra solitamente in un paio di giorni e provocano quelle che sono note ai piloti di linea come le “tempeste solari”.

Le tempeste solari, oltre a generare brillanti e sinuose aurore boreali alle alti latitudini, creano non pochi problemi all’attività di volo. Il primo problema significativo è che queste tempeste causano potenti interferenze elettromagnetiche. La maggiore tempesta documentata fu nel 1859 e determinò l’avaria di tutto il sistema telegrafico dell’emisfero nord, inducendo aurore boreali visibili dal Medio Oriente e dal Centro America.

Il secondo problema è l’aumento significativo delle radiazioni ionizzanti alle alte latitudini e alle normali quote di volo, radiazioni nocive per l’uomo (vedi anche gli articoli Contro Goldrake e Mazinga, Più radioattivo di un astronauta, Non proprio come Hiroshima…). Per questo motivo le tempeste solari  impongono ai piloti limitazioni importanti nella pianificazione dei voli.

Le tempeste sono suddivise in 5 classi. Si va dalla  Scala S1 (Minor) alla Scala S5 (Extreme), valutando sia gli effetti biologici sia quelli sui sistemi di comunicazione. Nelle situazioni S1 ,S2, e S3 non vi sono limitazioni. La classe S4 (Severe)  impone ai piloti limitazioni di quota e di latitudine. Con una tempesta S5… non si vola!

Sebbene l’origine di queste esplosioni solari non è stata ancora appieno compresa, si pensa queste siano in qualche modo associate al campo magnetico solare. La National Oceanographic and Atmospheric  Administration (NOAA) prevede un aumento delle tempeste solari, fino a raggiungere  un massimo dell’attività tra la fine del  2012 e inizio del 2013.

Che i Maya abbiano ragione?

(4 novembre 2011)

 

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