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Fiumicino, l'aeroporto "olimpico" - I

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I - "Stiamo progettando una grande città che comincia molto prima di Roma". E' il 24 novembre 2009 quando Aurelio Regina, presidente dell’Unione degli Industriali di Roma (UIR), pronuncia queste parole in occasione dell'assemblea generale della UIR.

Il luogo scelto per l’evento non è casuale: l’Avio 6 di Alitalia all’interno dell’aeroporto internazionale Leonardo Da Vinci a Fiumicino. Perché Fiumicino "è il luogo che con maggior efficacia offre il senso e la suggestione della sfida". Una sfida che per il territorio si chiama raddoppio dell'aeroporto, costruzione del più grande porto turistico del Mediterraneo e di un secondo porto commerciale-crocieristico, a cui si aggiungeranno le opere di viabilità destinate a collegare il nuovo polo turistico con la Capitale.

Solo per fare un esempio, tra le "opere già programmate" come si legge nel masterplan provvisorio redatto da AdR "il nuovo bypass al raccordo anulare tra l'autostrada A12 e la nuova Via Pontina con prolungamento fino alla diramazione Roma Sud della A1". In pratica una bretella che unirà l'autostrada del Sole alla Roma-Civitavecchia creando un vero e proprio “secondo Grande Raccordo Anulare” per il tratto Roma Sud.

L’idea è quella di dar vita a un sistema intermodale di accesso all'aeroporto la cui crescita "non può che procedere di pari passo con lo sviluppo del 'territorio' e con il relativo assetto urbanistico". È quanto si legge nel sito del progetto di Roma Intermodale creato da Aeroporti di Roma (AdR), ANAS, Rete Ferroviaria Italiana e 1’agenzia del Comune di Roma per i Servizi alla Mobilità che stanno collaborando alla redazione di uno “Studio di fattibilità e di un progetto preliminare per un sistema plurimodale di trasporto e per l’incremento dell'accessibilità all’Aeroporto di Roma Fiumicino”, finanziato dalla UE nell’ambito delle Reti Ten-T.

Secondo questo progetto, che vanta tra i partner proprio la UIR, si tratta della "trasformazione della direttrice Roma-Fiumicino in una dorsale di localizzazioni residenziali, commerciali, fieristiche di rango metropolitano".

Un processo già iniziato con la realizzazione della Nuova Fiera di Roma, dell'interporto e soprattutto di Parco Leonardo, città-quartiere con tanto di strade e di piazze costruito ex novo attorno ad un grande centro commerciale, che prende il suo nome non dall’artista e inventore Da Vinci ma dal costruttore, Leonardo Caltagirone. Parco Leonardo, con oltre duemila famiglie che vi abitano, da solo rappresenta circa il 25 % dello sviluppo demografico di Fiumicino nell’arco dei primi 17 anni di vita del Comune che si è staccato da Roma nel 1992.

Gli abitanti di Fiumicino ancora ricordano come è cambiata la loro città dopo l'apertura del Parco Leonardo: la viabilità verso Roma lungo la Portuense sempre bloccata e l'impossibilità per molte piccole attività a reggere la sfida con l’enorme centro commerciale situato sulla direttrice verso la Capitale.

Per usare le parole del progetto Roma Intermodale, sull’area in questione è in corso un processo di "antropizzazione del quadrante ovest di Roma" che dal Raccordo segue la linea dell’Autostrada Roma-Fiumicino, lungo l’asse del Tevere, fino all’aeroporto. Il risultato, come spiegano gli urbanisti di LabUr, è che "Fiumicino appare non tanto come un Comune a sé, quanto un’appendice al servizio di Roma. Lo potremmo definire il primo, vero Municipio decentrato della Capitale".

Questo il destino di un Comune che si trova all'interno della Riserva Naturale Statale del Litorale romano. Cemento sugli ettari di terre destinate all’agricoltura o occupate da aree boschive. Cemento sul mare, nei pressi della foce del Tevere, in una zona ad alto rischio idrogeologico.

Ed è proprio una colata di cemento da 1.300 ettari “la vera madre di tutte le battaglie" per usare le parole del sindaco di Roma Gianni Alemanno durante gli Stati Generali della città: l’ampliamento dell’aeroporto Leonardo Da Vinci.

(I - continua)

maniArticolo tratto, per gentile concessione
della casa editrice Alegre,
dal libro Le mani sulla città,
di Paolo Berdini e Daniele Nalbone.
A Ylenia Sina (redattrice del terzo capitolo),
agli autori del libro, e alla casa editrice
va il ringraziamento di Manuale di Volo.

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