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I nomi degli aeroporti

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Come le strade, le scuole, le caserme, anche gli aeroporti hanno un nome. Questo nome può dipendere sia dalla località dove sorge sia dal nome di un personaggio famoso al quale l'aeroporto stesso è stato dedicato.

Ad esempio, Roma ha due aeroporti, chiamati Ciampino e Fiumicino, del nome delle località che li ospitano. Poi, Fiumicino si chiama anche Leonardo da Vinci.

A Pisa, in località S. Giusto, hanno dedicato l’aeroporto al loro più famoso concittadino Galileo Galilei, mentre a Firenze non l’hanno dedicato a Dante Alighieri: evidentemente, non è ancora scaduta la Fatwa che il Sommo Poeta ebbe dai governanti di Firenze che lo condannarono a morte, costringendolo all’esilio, fino al momento in cui si spense, a Ravenna.

Venezia ha dedicato il suo aeroporto a Marco Polo, mentre Genova a Cristoforo Colombo; giusto, due viaggiatori così non si trovano tutti i giorni. Bologna invece si è affidata a Guglielmo Marconi, forse nella speranza di ottenere un controllo del traffico più efficiente.

Milano ha due aeroporti: Linate (dedicato all'ingengner Forlanini) e Malpensa, che però non hanno dedicato a nessuno. O forse nessuno ha voluto associare il proprio nome a quell’aeroporto. Il vicino Bergamo è chiamato Orio al Serio, ma pochi sanno che è dedicato a Carvaggio, i cui genitori erano originari di quelle parti.

Verona ha reso omaggio a Catullo, che ha dato lustro al lago di Garda. Io chiamerei Trieste, invece che “Ronchi dei Legionari” Italo Svevo (che in realtà si chiamava Ettore Schmidt), un triestino doc che ha contribuito a dare un buon nome alla città. Torino-Caselle è un anonimo appellativo, che nessuno ha pensato di cambiare con qualche nome di torinese famoso, che a dire il vero non mancano.

A Palermo hanno dedicato l’aeroporto di Punta Raisi a Falcone e Borsellino che almeno hanno dimostrato delle doti di eroismo; ma che senso ha chiamare un aeroporto S. Egidio, come a Perugia? Si sa che chi protegge i naviganti è da sempre la Madonna di Loreto, cui nessuno ha dedicato alcunché.

All’estero, ci sono alcuni aeroporti molto famosi che sono stati chiamati come i padri della Patria. A New York, ad esempio, hanno intitolato un aeroporto a Fiorello la Guardia, che non è un parente di Fiorello lo showman, ma il più famoso sindaco di New York, mentre l’altro aeroporto lo hanno chiamato JFK da John Fitzgerald Kennedy.

Anche in Israele, l’aeroporto è intitolato al padre della Patria Ben Gurion, mentre gli iraniani hanno fatto lo stesso chiamando Teheran Imam Khomeini, e iturchi hanno riverito il loro idolo Kemal Ataturk, che non a caso significa “padre dei turchi”.

Un atto dovuto, anche se bizzarro, è quello di onorare Madre Teresa di Calcutta non a Calcutta, dove ha operato per una vita, ma a Tirana. Infatti, lo scricciolo di donna che aveva una forza di un leone era albanese, anche se a Tirana ha vissuto pochissimo.

Gli inglesi non sono tipi da dedicare facilmente dei luoghi a qualcuno di famoso. Si, esiste Trafalgar Square, con la statua di Nelson, ma generalmente anche le strade o i luoghi di interesse sono chiamate con nomi di posti: Oxford Street, Kensington, Hide Park, Soho. Ed infatti si atterra a London Heathrow, dal nome della località dove sorge uno dei più trafficati aeroporti del mondo.

Stessa cosa i tedeschi, che non dedicano a particolari personaggi i loro aeroporti, anche se avrebbero l’imbarazzo della scelta, ad esempio Otto Von Richtofen, detto il Barone Rosso, anche se a Frankfurt am Main io preferirei Wolfgang Goethe, il tedesco meno tedesco che si è mai visto, ma una delle menti più illuminate della storia umana.

I francesi invece sono grati a Charles de Gaulle, dedicandogli un aeroporto che in più di venti anni ho sempre visto costantemente con i lavori in corso. Il generale era un tipo attivo, ma si sarebbe stancato pure lui di tutti questi lavori in corso. Ci sono già quattro piste, che cosa continuate a lavorare a fare?

I polacchi hanno trovato giusto intitolare l’aeroporto Okecie di Varrsavia a Frederick Chopin, il più grande pianista della storia, ma avevano l’imbarazzo della scelta tra Karol Wojtila e Lech Walesa.

Insomma, la cosa strana è che gli aeroporti vengono quasi sempre intitolati a tutti tranne che a qualcuno famoso per le sue doti aeronautiche. Non ricordo nessun luogo che onori Giovan Battista Caproni o Italo Balbo (che ha una Balbo Avenue in suo onore, in America). A Bordeaux, mi sono imbattuto nella Charles Lindhberg Avenue, nei pressi dell’aeroporto, ma il nome dell’aeroporto è Merignac, così come Tolosa ha il suo toponomastico in Blagnac.

Per concludere, dare un nome ad un aeroporto non è così difficile come darlo ad un figlio. Ci sono casi di autentica cattiveria da parte dei genitori che incuranti del loro cognome, hanno abbinato il nome del figlio in modo tale da costringerlo a momenti di vergogna. Se ti chiami Ottone di cognome, puoi scegliere tantissimi nomi, ma evita Erminio. Se ti chiami Da Bagno non chiamare tuo figlio Oscar.

Ci sono Paesi dove gli ufficiali dell’anagrafe possono rifiutare di dare un nome inappropriato ad un bambino, tenendo in considerazione il suo interesse, anche se i genitori vorrebbero chiamarlo Adolf Hitler (è successo veramente, in Germania), oppure con una serie di lettere e numeri come A349YXZ381RT (anche questo è successo in Danimarca).

E poi ci sono quelli cui è stato storpiato il nome, ma tutto sommato non se ne sono fatti un cruccio. In America, un padre, con una forte passione per la musica, volle chiamare la figlia “con dolcezza”, che è un andamento musicale così come “con brio”, “allegro”, etc. Ebbene, l’ufficiale dell’anagrafe ha confuso la C e la E scrivendo Condoleeza.

Non deve aver sofferto molto, se poi è diventata Segretario di Stato degli Stati Uniti.

antonio.chialastri(at)manualedivolo.it

(31 gennaio 2012)

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