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Flight stress

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L’ambiente aeronautico è carico di agenti stressanti e le persone che lavorano in questo contesto sono un buon esempio dell’incidenza che lo stress può arrivare ad avere sulle attività di tipo fisiologico, emotivo e comportamentale.

Data la criticità dell’ambiente in cui si trovano a lavorare, piloti e assistenti di volo accusano maggiormente uno stress di tipo psicologico che per definizione è il “tipo particolare di rapporto tra la persona, da un lato e dall’altro un ambiente che essa considera affaticante o superiore alle proprie risorse e nocivo al proprio benessere” (Richard S. Lazarus).

Come sostiene Alan Roscoe in Stress and workload in pilots, “solitamente lo stress significa qualcosa di sgradevole e, quando associato al volo, tende ad implicare pericolo”. Lo stress gioca quindi un ruolo fondamentale nell’esperienza del volo: esso diviene fonte di pericolo perché può modificare le capacità cognitive ed emozionali dei professionisti del volo.

Un evento stressante ha tre caratteristiche: la novità, la controllabilità e la prevedibilità. E per un passeggero tutta l’esperienza del volo risulta stressante perché tutto è nuovo, nulla è controllabile e nulla è prevedibile. Deve affidarsi alla esperienza di terze persone perché non ha gli strumenti per classificare la pericolosità o la neutralità di determinati stimoli.

Per i naviganti, invece, l’esperienza del volo è routinaria, ogni azione è ripetuta, abituale e il più delle volte viene effettuata automaticamente. Per loro anche una situazione anomala è, il più delle volte, gestibile perché l’intensa attività di addestramento a cui sono continuamente sottoposti fornisce informazioni certe sulle conseguenze di determinati eventi che possono generarsi sull’aereo ed essere fonte di pericoli. Questo addestramento intensivo e continuativo è fatto di conoscenza delle procedure, dei sistemi e della regolamentazione aeronautica generale, di addestramento pratico a terra grazie ai sempre più sofisticati simulatori, sia di tipo tecnico che commerciale.

Questa conoscenza aeronautica mirata è abbastanza resistente allo stress, perché non può essere facilmente dimenticata anche in condizioni estreme, e consente di fare un’attività di coping e di framing le quali permettono di controllare e prevedere l’evento e sentirlo meno minaccioso. Infatti, ogni evenienza dell’operatività aeronautica è formalizzata da un elenco di azioni che i naviganti compiono in sequenza.

A titolo esemplificativo la lista dei controlli, o check list, dice chiaramente quali sono le azioni da fare, sia in cabina di pilotaggio che in cabina passeggeri, in caso di fumo derivante dall’impianto di condizionamento, piuttosto che in caso di incendio a bordo. Il problema nasce quando qualcosa esce dalla routine.

In tal caso la situazione risulta nuova e viene valutata minacciosa anche se differisce in qualche piccola parte dalle esperienze precedenti già vissute; ed è sentita ambigua perché non si riesce a darle il giusto significato, generando un’ansia maggiore che provoca una risposta di adattamento.

(17 marzo 2012)

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