Iscrizione Newsletter

Iscriviti alla Newsletter



Login

L'inverno dell'Alitalia

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Cinquantacinquesima puntata del dossier Alitalia CAI, per gentile concessione di Felice Saulino www.felicesaulino.it
L'inverno dell'Alitalia: costretta a tagliare su tutto per sopravvivere fino all'uscita di scena dei "patrioti".


Tagli, tagli, ancora tagli. E’ questa ormai la sola “strategia” dell’Alitalia costretta a stringere la cinghia in vista di un inverno particolarmente difficile. L’obiettivo è quello di resistere, di sopravvivere fino a gennaio 2013, quando i “patrioti” saranno liberi di vendere le loro quote ad Air France-Klm, o - nella peggiore delle ipotesi - fino a ottobre 2013, quando gli azionisti italiani potranno vendere a chiunque.

L’orario invernale, in vigore dal 28 ottobre 2012, spiega meglio di qualsiasi analisi la situazione della “compagnia di bandierina” alle prese con un’autentica emergenza. Le perdite hanno eroso il capitale riducendolo a un quarto di quello iniziale. La capacità complessiva continua a sgonfiarsi anche nei voli nazionali. L’Antitrust ha dovuto dire basta al monopolio sulla rotta d’oro “Linate-Fiumicino”. Di conseguenza, la cessione di alcuni slot alla concorrenza è ineluttabile. Se il Consiglio di Stato accoglierà il ricorso di Ragnetti, si potrà arrivare al 2013. In caso contrario, gli slot dovranno essere liberati subito, cioè prima dell’entrata in vigore del prossimo orario invernale.

Intanto si taglia su tutto. I collegamenti diretti per Chicago e Los Angeles saranno sospesi per l’intera stagione invernale. Quelli per Newark fino a marzo 2013, quelli per Boston nel bimestre gennaio-febbraio. La controllata AirOne ha cancellato un centinaio di voli. Il 25 per cento di quelli da Malpensa per Palermo, Brindisi e Londra. Ma sono stati tagliati anche il Linate Cagliari delle 7, i voli domenicali del mattino da Alghero per Roma e per Milano. Il Fertilia-Linate delle 19,40 e il Linate-Fertilia delle 9,30.

Tutto nella logica delle cose: i patrioti ex berlusconiani non hanno mai voluto ricapitalizzare l’azienda e adesso non vedono l’ora di disfarsi delle loro quote. Senza considerare il fatto che molti di loro sono ormai dei fantasmi che stanno in piedi solo grazie alle banche

E’ un fantasma Salvatore Ligresti, sommerso dai debiti e praticamente fallito. E’ fuori gioco anche Francesco Gaetano Caltagirone arrestato per uno scandalo legato alla costruzione del porto turistico d’Imperia voluto dal suo protettore, l’ex ministro Scajola, quello che fu costretto a dimettersi dall’ultimo governo Berlusconi in seguito allo scandalo dell’appartamento con vista Colosseo pagato “a sua insaputa” dal costruttore Diego Anemone. Ha altro a cui pensare uno dei soci forti della cordata, quell’Emilio Riva che combatte contro un’ordinanza di chiusura dell’Ilva di Taranto, la più grande industria siderurgica d’Europa ma anche la più inquinante. I Benetton, altri soci forti, hanno da tempo svalutato la loro partecipazione nella compagnia.

Se la situazione è questa, il povero Ragnetti, al di là delle dichiarazioni rassicuranti fatte alla stampa, può lavorare solo di scure. Ma alcuni tagli sono pericolosi. Anche se la compagnia nega d’aver effettuato risparmi sulla sicurezza c’è una preoccupante lettera inoltrata dalla Filt Cisl piloti. E’ apparsa su un blog ed è stata ripresa dall’Espresso.

“Alcuni Comandanti nostri associati ci hanno riportato casi di telefonate informali da parte di esponenti dello Staff Aziendale, tendenti a richiedere giustificazioni in merito alle quantità di carburante imbarcate durante la normale attività di linea. Abbiamo prontamente contestato tale inaccettabile comportamento ai competenti Enti, in quanto lesivo della vigente normativa Legislativa e Contrattuale e potenzialmente pericoloso, perchè potrebbe condizionare indirettamente la serena valutazione da parte degli equipaggi sulla corretta quantità di carburante da imbarcare in relazione allo specifico scenario operativo di ogni tratta. Qualora tali episodi non dovessero cessare immediatamente, non esiteremo a denunciare questa situazione alle competenti autorità. Invitiamo pertanto tutti i Comandanti, qualora ricevessero tali improprie richieste telefoniche di giustificazioni in materia di extra fuel, a non fornire alcun chiarimento verbale e ad informare tempestivamente i propri Rappresentanti Sindacali”.

Dal carburante alle manutenzioni: altro capitolo dove alcuni tagli rischiano di fare a pugni con la sicurezza. I numerosi guasti e “inconvenienti” tecnici registrati quest’estate, quando il traffico aereo era al picco, dovrebbero far riflettere.

Eccone un piccolo campionario:

8 maggio, Roma, volo atterrato a Fiumicino con perdita dello steering anteriore dopo il mancato blocco d’un portello al momento del decollo da Palermo;
4 giugno, Madrid, volo ritardato di un’ora e venti per problemi ai flaps;
4 luglio Roma, volo cancellato per fumo dal condizionamento;
16 agosto Catania, volo riprotetto con 4 ore di ritardo per problemi di carburante in volo;
16 agosto Boston rottura dell’asta d’un carrello, volo dirottato a New York con carrello esteso.

Articolo pubblicato su www.felicesaulino.it sotto licenza
Creative Commons, riprodotto per gentile concessione dell'autore

RSS
RSS