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Volandia

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Non sono molti, in Italia, a sapere che quando poco più di un secolo fa l'aviazione muoveva i suoi primi passi, esisteva nella nostra penisola un polo di eccellenza, un'officina aeronautica dalla quale per anni sono uscite splendide macchine volanti.


Stiamo parlando delle Officine Caproni, fondate nel 1910 da Giovanni Battista Caproni, ingegnere di origine trentina, il cui primo progetto, il biplano Ca.1, compì il primo volo nella brughiera di Cascina Malpensa il 27 maggio del 1910.

A quel primo volo è oggi dedicata una delle 11 sezioni di Volandia – Parco e Museo del Volo: un'area espositiva che occupa i cinque padiglioni un tempo sede delle Officine Caproni e che sorge proprio ai confini dell'area aeroportuale di Malpensa.

A quel primo biplano altri ne seguirono e, a partire dal 1911, anche velivoli monoplano come il Ca.12, detentore di un record mondiale di velocità e, nel 1913, il Ca.18, primo aereo da ricognizione ad equipaggiare completamente una squadriglia italiana, anch'esso oggi in mostra statica a Volandia.

Una mostra statica ricca di aerei che ben illustrano la vocazione aeronautica di queste terre, come l'idrovolante Gabardini (1914), l'aliante CVV 6 Canguro (1941) e lo splendido SIAI-Marchetti SF-260, monomotore da turismo e addestramento derivato, negli anni '60, dal progetto Falco FL-8 dell'ingegner Stelio Frati, uno dei grandi successi dell'industria aeronautica italiana, ancora in produzione negli Stati Uniti a più di 50 anni dal suo primo volo. Per non parlare dell'ultima acquisizione (sia pure temporanea perché destinata a rientrare a Vigna di Valle) del museo: un Romeo RO-37bis, velivolo da ricognizione costruito a Napoli negli anni '30 del quale si credeva non esistesse più alcun esemplare, ricostruito a partire da alcune carcasse rinvenute in un deposito rottami di... Kabul.

Ma nei padiglioni di Volandia non c'è solo storia.

Ci sono simulatori di volo in grado di entusiasmare e divertire grandi e piccini. E' rappresentato il fior fiore dell'industria elicotteristica italiana, ben rappresentata dalla Agusta, ma anche dalla Breda-Nardi. Si trovano esposti addestratori basici moderni, come gli Aermacchi MB-326 e MB-339... sì, quello delle Frecce Tricolori. E c'è perfino una sezione dedicata al futuro, dove fa bella mostra di sé il convertiplano AgustaWestland 609, strana macchina che unisce la flessibilità dell’elicottero alle prestazioni di un aereo.

E poi, ovviamente, una ricostruzione delle vecchie Officine Caproni, un'area dedicata alle conferenze, un documentato archivio storico, una biblioteca, una mostra statica di modelli forte di oltre 1000 pezzi, un planetario, aree giochi interne ed esterne per bambini e ragazzi di diverse fasce di età, e un ristorante.

Il tutto nella cornice del Parco Ticino e a soli 10 minuti a piedi dal Terminal 1 dell'aeroporto intercontinentale della Malpensa, con i continui atterraggi e decolli a fare da colonna sonora a una gita che, alle porte del primo ponte di questo anno scolastico e a poche settimane dalle vacanze di fine anno, promette di essere un'ottima occasione di svago e conoscenza.

(31 ottobre 2012)

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