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Ryanair & Sindacato

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Mentre continua la battaglia contro i governi di mezza Europa, che vogliono applicare a Ryanair le regole fiscali, contributive e previdenziali della base da cui opera, anziché quelle, di maggior favore, previste dalla legge irlandese, un altro fronte si apre per la low cost, e stavolta è un fronte interno.


Si sono appena concluse, infatti, le prime elezioni auto-proclamate da parte di Ryanair Pilot Group (RPG), una organizzazione supportata da European Cockpit Association, che già rappresenta 38.000 piloti di tutta Europa.

Come la stessa RPG sottolinea siamo in presenza di “una novità assoluta tra tutte le categorie di lavoratori in Ryanair”, visto che fino ad oggi ogni forma di negoziazione era confinata ad un sistema di rappresentanza interna chiamato Employee Representative Committees (ERC), un sistema che molti dipendenti della compagnia hanno definito “a senso unico”, perché più che rappresentare le istanze dei lavoratori serve essenzialmente a veicolare le richieste dei vertici.

Non a caso, dei tre punti posti in votazione, il secondo concerneva appunto questi “comitati rappresentativi dei dipendenti”, e il 94,6% dei votanti si è espresso perché “Il sistema fittizio di rappresentanza, così come imposto fino ad oggi dal management aziendale, deve essere soppresso”

Nel corso degli anni diverse associazioni professionali e sindacali dei piloti, prima fra tutte la BALPA, hanno cercato di farsi riconoscere da Ryanair come rappresentanti dei piloti, ma tutti i tentativi sono fino ad ora andati a vuoto. Significativo dunque il fatto che questa nuova iniziativa nasca dall'interno, e ancor più significativa la percentuale di sì (anche se non è stato comunicato il numero esatto dei partecipanti) al primo quesito: “Ti impegni a sostenere la volontà espressa democraticamente dalla maggioranza dei piloti come espressa attraverso le votazioni di RPG ?”

Nonostante un clima che certo non incoraggia le relazioni industriali, al punto che una delle maggiori preoccupazioni di RPG è quella di garantire il totale anonimato a iscritti e votanti, pare dunque emergere una netta volontà dei piloti di avere una rappresentanza completamente autonoma per negoziare con il management aziendale.

Negoziati che, in tutti i casi, non saranno facili, visto che ci sarà da fare i conti con diverse problematiche, prima fra tutte quella del frazionamento dei piloti tra diversi basi sparse un po' in tutta Europa. Per non parlare poi dei piloti con contratto a tempo determinato, la maggior parte dei quali viene assunta tramite agenzie di lavoro e non sono quindi, a rigor di termini, dipendenti di Ryanair.

Comunque sia, l'impressione che si ha leggendo i commenti postati nei vari forum di piloti è che, ad onta delle trionfalistiche dichiarazioni di O'Leary, Ryanair non è (o almeno non è più, ammesso che lo sia mai stata) quel paradiso in cui tutti piloti vorrebbero lavorare.

(21 dicembre 2012)

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