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Privacy @ Home!

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Da parecchio tempo si sentiva parlare del cellulare di Facebook ed il 4 aprile scorso, Facebook ha spiazzato tutti presentando il suo nuovo concetto di cellulare "HOME" che non è un cellulare. Home non è solo un applicazione, ma un nuovo modo di di concepire la condivisione delle informazioni e di interagire con il Social Network Facebook.

 

Home è disponibile solo per Android (sistemi HTC e Samsung) ed una volta attivato sostituisce l'interfaccia standard di Android con una nuova interfaccia "Social" più semplice ed immediata pronta a far condividere dall'utente le proprie esperienze con il mondo.

 

Ogni volta che leggo una notizia simile, penso a quanti e quali informazioni personali un sistema del genere mette a disposizione di tutti. Insomma, la privacy mi sembra essere un concetto di cui gli utenti vogliano sbarazzarsene velocemente.

 

"Home" è sicuramente qualcosa di positivo ed è uno strumento che diminuisce la distanza tra tecnologie e persone, ma il problema rimane sulle persone (utenti) poco preparate che utilizzano questi strumenti in modo incauto.

A tale scopo, è particolarmente interessante vedere la campagna di Dave il "Mind Reader", uno spot della Febelfin (una federazione di istituti finanziari Belgi), fatto nel 2102.

 

 

 

Gli utenti mettono a disposizione dei Social Web (Twitter, Facebook, Linkedin, etc) un numero incredibile di informazioni senza rendersi conto che stanno rendendo pubblica parte della loro vita. Foto, commenti, email, siti sono sulla rete e vi rimarranno per sempre. Spesso si dimentica che interagiamo con due diversi livelli di realtà: la realtà fisica così come la conosciamo e la realtà della rete con le sue leggi, le sue regole sociali e di sopravvivenza.

 

La sovrapposizione tra le due realtà e sempre più grande ed i confini dell'una si confondono con i confini dell'altra. Pensiamo ad una operazione bancaria via internet: non conosciamo l'impiegato della nostra banca ne il direttore, ma gli abbiamo affidato tutti i nostri soldi. I nostri soldi sono diventati virtuali eppure ci paghiamo le bollette.

 

Occorre ricordare è che le informazioni nel mondo di internet possono essere catalogate e l'utente essere profilato (vedi Wikipedia).

 

Consideriamo i servizi di "Federation Identity" (FI). I servizi di FI sono resi disponibili da molte società che operano nel Cyper Spazio (Google, Facebook, Micorsoft, etc.). Il FI permette all'utente di registrarsi ad un nuovo servizio senza inserire le proprie informazioni personali, ma utilizzando le credenziali di un altro sistema a cui si è già registrati (esempio: Facebook). Il nuovo sito non conoscerà la password dell'utente, ma saprà che è già recensito da chi gli fornisce le credenziali. Dall'altro canto, il sito che ha fornito le credenziali saprà che l'utente si è registrato ad un nuovo servizio e quando e quante volte lo utilizza o vi accede.

 

La Federation Identity semplifica moltissimo la vita dell'utente facendogli ricordare un solo username (nome utente) ed una sola password, D'altra parte, un sottoprodotto non dichiarato della registrazione in ambito Federazione è la di facilitare la profilazione e l'individuazione sula rete dell'utente.

 

Un altro pericolo nascosto nell'uso non consapevole dei propri strumenti (in particolare smart phone) e dei Social Network è, per esempio, l'uso delle informazioni di localizzazione (coordinate GPS) che sono quasi sempre inserite nelle foto che si scattano. Pubblicare una foto con queste informazioni allegate significa dichiarare dove e quando eravamo in un luogo anche quando non lo si vuole fare.

 

Riassumendo, "Home" ci ha portato un nuovo livello di interazione con il prossimo, ma, se non si fa attenzione, ci può portare a perdere una parte della nostra privacy. Se avete dubbi visitate la pagina della FAQ di Facebook su Home e la Privacy.

Alla prossima.

 

(08/04/2013)

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