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Cose turche - I

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Per quei casi che la vita ti propone in maniera assolutamente imprevedibile mi sono trovato laddove non avrei mai immaginato di andare a finire e l’imprevedibile non si è fermato qui, ma è diventato impensabile appena mi sono addentrato nel mondo aeronautico che ho trovato qui in Turchia.


Già arrivando ad Istanbul, il solo colpo d’occhio dell’aeroporto Ataturk, il principale dei due scali di questa megalopoli che conta 11 milioni di abitanti, mi lascia sbalordito: una quantità di aerei e di sigle di compagnie, molte per me sconosciute e che certo non mi aspettavo, ed un traffico intenso e continuo.

E' pur vero che Istanbul è la quinta capitale europea (europea?) per numero di turisti l’anno con i suoi dieci milioni (quasi due milioni in più di Roma stando a quanto trovo in internet), ma quello che mi sorprende di più è che la stragrande maggioranza delle sigle di compagnie aeree è proprio di compagnie nazionali. E questa constatazione si consoliderà non appena cominciata la mia attività in questo paese inizierò a toccare un po' di aeroporti nazionali: un'aviazione veramente florida all’apparenza e con una flotta molto giovane.

Per curiosità personale ho fatto una piccola ricerca riuscendo a trovare 16 (!!!) sigle di compagnie aeree nazionali operanti in Turchia per un totale di 421 velivoli: di queste 4 sono compagnie cargo, 3 operano solo voli charter e le restanti nove operano linee regolari interne o internazionali, parlare di intercontinentali in un paese cerniera come la Turchia avrebbe poco senso.

Certo la struttura del paese (le distanze specialmente dato che non mancano buone strade ed autostrade) è un buon presupposto per i collegamenti aerei interni. Le infrastrutture non mancano, gli aeroporti, molto spesso misti militari e civili, sono in generale dotati di piste di notevole lunghezza, radioassistenze funzionanti e controllo del traffico all’altezza, magari con un inglese un po' biascicato ma comprensibile.

Come è noto a chi vive in ambito aeronautico uno dei problemi di questo paese che va al momento controcorrente, è di cercare di riempire tutti i posti in cockpit necessari per far muovere una flotta così numerosa: io stesso conosco molti piloti nostri connazionali che si sono trasferiti qui e che lavorano per compagnie turche, compreso un nucleo di piloti italiani che opera su Canadair.

La formazione dei piloti di nazionalità turca, oltre che al serbatoio militare, è affidata alla Turkish Aeronautical Association, da cui provengono molti piloti di estrazione civile, un’organizzazione paragonabile al nostro AeroClub d’Italia, ma come avrò modo di raccontare in un prossimo intervento assolutamente diversa nel suo operato e certamente da ammirare e magari da copiare...

Due compagnie aeree hanno anche una propria scuola di volo: sono la Pegasus Airlines e naturalmente la Turkish Airlines che utilizza per l’addestramento anche una serie di Cessna Mustang, bireattori con le insegne della compagnia.

La Turchia è toccata molto marginalmente dalle tradizionali low-cost che conosciamo da noi, solo Easy Jet bazzica da queste parti: il governo nazionale protegge e supporta in maniera tangibile l’aviazione civile, e la Turkish Airlines è la compagnia di bandiera di cui lo stato è il maggior azionista.

Tutto il traffico verso l’estero si snoda dallo hub di Istanbul, tanto che già si sta mettendo mano al terzo aeroporto che potrebbe oltretutto facilitare l’assegnazione delle Olimpiadi del 2020 a cui si è appunto candidata la città. La capitale politica della nazione, Ankara dove ho base attualmente, non gode di trattamenti speciali: i collegamenti diretti con l’estero si limitano alla Germania (non scordiamoci la grande colonia turca in quel paese) e agli Emirati tutto il resto del traffico internazionale deve passare per Istanbul.

Molti sono invece i charter dei tour operator che dal Nord Europa raggiungono le principali mete turistiche del sud del paese: Izmir, Bodrum, Dalaman, Antalya, e altre località attrezzatissime e favorite meteorologicamente, tanto da poter ospitare turisti per un lungo periodo dell’anno da aprile fino ad ottobre.

Ancora agli albori l’utilizzo dell’aviazione generale per voli d’affari, le non molte macchine sul mercato sono però tutte di alta gamma (medium and large jet) per collegamenti oltre le 2500 miglia.

E sono convinto di non aver visto ancora tutto, alla prossima...

(8 maggio 2013)

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