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Un aeroporto a Cortina - I

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Avete mai sentito parlare dell’aeroporto di Cortina d’Ampezzo? Ogni tanto quando ne parlo, anche con gli addetti ai lavori, qualcuno salta sulla sedia. “Un aeroporto a Cortina? Ma figurati!” Eppure è ancora li, a Nord della cittadina, incastrato fra i monti e il fiume Boite. E ne ha da raccontare…


Infatti l'attività aerea nella zona di Cortina risale addirittura all'epoca pionieristica dei biplani. Basti pensare che in località Campo, a sud del centro abitato di Cortina, già durante la Grande Guerra esisteva un campo di fortuna per l'atterraggio di aeromobili. Questo significa che dovevano esserci voli frequenti in zona, per giustificare un campo di fortuna.

Tutto ha inizio nel 1915, quando la Direzione Generale Aeronautica incarica il sottotenente Laureati di effettuare ricognizioni per la ricerca di possibili campi di volo nell'Alto Cadore, Carnia e Friuli. Il risultato fu che nel 1916 la Regia Aeronautica organizza a Belluno un primo vero campo d'aviazione e vi basa il 48º Gruppo dotato di biplani Farman. All’epoca gli inconvenienti di volo, soprattutto le piantate motore, non erano certo cosa rara, ed ecco quindi spiegata l’esigenza di poter contare su diversi campi di fortuna in un territorio orograficamente così ostile.

Nel 1916 il 48º Gruppo diventa Squadriglia e nell'autunno dello stesso anno, con l’intensificarsi delle operazioni belliche, aumentano le ricognizioni su tutto il fronte grazie soprattutto all'adozione del nuovo aereo, il bombardiere bimotore francese Caudron G4. La zona da esplorare, che si estendeva anche a grande distanza dal campo di Belluno, suggerì così l'organizzazione di una serie di campi di emergenza a Sappada, Padola, Tai, Cortina, Agordo, Fiera di Primiero e Fonzaso.

Il campo di Cortina fu allestito in una zona abbastanza critica sia per le condizioni atmosferiche locali che per il terreno dal fondo disomogeneo e acquitrinoso. Però era in un'ottima posizione geografica per gli aeromobili che volavano sull'Alto Cordevole e valli circostanti.

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I primi movimenti di cui si ha memoria sul campo di Cortina risalgono al 12 maggio 1917, quando vi tentò l’atterraggio il velivolo del tenente Palli e del sottotenente Cela che, colpito sopra le Tofane al serbatoio dell'olio, per la neve alta si capovolse fortunatamente senza danni per gli aviatori.

Il 13 luglio 1917 fu la volta dell'aspirante Galletto, che alla sua prima ricognizione in zona eseguì un atterraggio di emergenza per l'improvviso guasto del motore destro. Il 12 agosto 1917 fu la volta dell'apparecchio pilotato dal sergente maggiore Sirtori, colpito da una pallottola di mitragliatrice al serbatoio della benzina mentre sorvolava Cima Cadini. Infine, il 25 settembre 1917, il sergente Cremonesi, in volo di ricognizione, per una piantata motore dovette atterrare a Cortina ma, per evitare un carro agricolo fermo al centro del campo, dovette scartare capottandosi.

In un modo o nell’altro, cinque vite che devono tutto al campo di fortuna ampezzano! (continua)

Un particolare ringraziamento ai responsabili dell'Archivio e alla Biblioteca del Comune di Cortina d’Ampezzo e al quotidiano "Corriere delle Alpi"

(14 maggio 2013)

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