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State attenti, se potete...

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

“Non riesce a stare attento...” Quante volte ve lo siete sentito dire dalla maestra di vostro figlio? E quante volte se lo erano sentito dire i vostri genitori? Ebbene, dietro queste semplici parole si nasconde un campo di ricerca tra i più attivi nel mondo dell'aviazione.


In realtà gli esperti parlano più propriamente di anomalie delle dinamiche attentive. E si tratta, in definitiva, di tutto ciò che interviene a diminuire la nostra attenzione sul compito che dobbiamo svolgere.

Dalla disattenzione, che si ha nel caso in cui il pensiero è rivolto ad un altro argomento estraneo alla mansione da svolgere,come potrebbe essere, ad esmpio un problema lasciato irrisolto a casa, alla fissazione, dove viceversa un problema operativo è percepito come talmente importante che si tralascia di pensare al resto: in alcuni casi, si arriva a parlare di tunnelized vision (visione incanalata), dove si è talmente concentrati da guardare solo uno strumento da trascurare gli altri.

E c'è la distrazione, dovuta alla concomitanza di più compiti da svolgere, che fa perdere di vista un compito fondamentale per la condotta del volo. Aggravata magari dall'eccessivo carico di lavoro (con la pressione di doverlo svolgere in un tempo breve e prestabilito): basti pensare alla condotta manuale di un aereo con gli automatismi fuori uso in mezzo ad un temporale. Anche le condizioni meteorologiche non favorevoli (temporali, nebbia, ghiaccio, windshear) provocano un restringimento dell’attenzione a pochi parametri, perché richiedono molta concentrazione su un solo (o pochi) parametro/i.

Altri fattori sono l'eccesso di stress e fatica, dovuto a tante ore di servizio, scarsa alimentazione, ed eventi che si susseguono a ritmo incalzante; l'inadeguata preparazione e conoscenza della mansione da svolgere; e le lacune formative, che implicano una non interpretazione corretta del problema e conseguente azione di fronteggiamento non idonea a risolvere il problema.

Paradossalmente però anche l'eccesso di lavoro cognitivo, la susseguente concentrazione per la risoluzione di problematiche e l'eccesso di informazioni possono interferire con le dinamiche dell'attenzione: caso tipico, l'eccesso di informazioni ricevute dai display.

Nei display integrati presenti negli aeroplani glass cockpit, c’è una molteplicità di informazioni che possono oltrepassare la capacità di analisi degli input da parte del pilota. In particolare, (e ci torneremo sopra), c’è un’importante differenza tra gli strumenti analogici e quelli digitali. Nello strumento analogico viene rappresentata una ghiera rotonda all’interno della quale si muove un ago che ci indica ad esempio la velocità. Con una sola occhiata riusciamo a capire se la velocità è in un campo accettabile per la fase di volo che ci interessa. Viceversa, con gli strumenti digitali, che mostrano soltanto un numero, dobbiamo prima osservarlo, capire di che si tratta, contestualizzarlo per capirne il significato. Questo porta via tempo ed energia mentale.

E ci porta ad un altro problema: quello della progettazione del flight deck non conforme a criteri ergonomici (relativamente ad esempio alla locazione dei display). Negli ultimi anni l’industria aeronautica sta coinvolgendo sempre più i piloti nei progetti di elaborazione degli strumenti di bordo per capire come un pilota usa gli strumenti e quali informazioni sono indispensabili e quali possono essere omesse. In alcuni tipi di aereo, vi sono dei problemi di localizzazione delle informazioni che possono rendere difficile attingere a tali informazioni, perdendo così alcuni elementi importanti per decidere bene.

antonio.chialastri(at)manualedivolo.it

(5 giugno 2013)

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