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I limiti della memoria

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Uno dei campi in cui c’è più interferenza è la memoria a breve termine, che in aereo capita spesso di utilizzare, per esempio nel caso in cui il controllo del traffico aereo ci comunichi una nuova frequenza da contattare, magari in un contesto in cui le comunicazioni radio sono particolarmente fitte.


Dato che il numero di volo è spesso formato da quattro cifre, più le cinque o sei della frequenza da contattare, ecco che siamo arrivati al limite strutturale della memoria a breve. Ad esempio, “XXX-2354, change on frequency 132.455, bye”.

Come abbiamo già avuto occasione di notare, in una evenienza del genere le sei cifre che definiscono la nuova frequenza da inserire nel pannello di controllo della radio di bordo si avvicinano al limite di memorizzazione di sette cifre, mentre le altre quattro (che tra l'altro non sono mai le stesse, perché il numero del volo cambia ad ogni decollo) ci portano senz'altro al di là delle fatidiche nove cifre che rappresentano la dimensione massima del famoso chunk di dati immagazzinabili (al pari della RAM dei computer) dalla memoria a breve termine.

Può così capitare di inserire una frequenza radio errata, o di rispondere utilizzando il numero di volo sbagliato, oppure ancora (come è capitato a un mio collega) di rientrare in albergo al termine di una giornata di lavoro e chiedere alla reception una chiave che corrispondeva al numero di uno dei voli fatti durante il giorno: l'ignaro portiere ovviamente gliela consegnò... e meno male che la camera in questione era libera...

Anche il processo di invecchiamento contribuisce alla perdita della memoria, che può avvenire in tre distinti ambiti. Si può manifestare, per esempio, con l'incapacità di registrare nuovi dati; ma anche (e più subdolamente) con il loro non corretto immagazzinamento, magari perché non ci interessano, siamo distratti, o semplicemente stanchi, come quell'amico di cui parlavo poco fa.

C'è poi il caso in cui non si riesce a recuperarli dalla memoria, e questo è dovuto principalmente a carenza di concentrazione e mancanza di tecniche adatte, oltreché, naturalmente alla stanchezza.

Ovviamente, il modo più semplice per evitare amnesie è quello di scrivere il numero della frequenza su un foglio, perché se nel frattempo arriva un altro input numerico è facile che perdiamo il riferimento.

Un esperimento facile che si può fare è quello di osservare la targa di un’automobile, mentre si cerca di ricordare a memoria un numero di telefono: se ci riuscite siete bravi.

antonio.chialastri(at)manualedivolo.it

(2 luglio 2013)

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