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Automation in Aviation

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Tra i vari principi della fisica che governano il volo, uno tra i più importanti è quello noto come "terza legge della dinamica", secondo la quale ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria. Non a caso il nerbo della flotta commerciale mondiale è costituito da aerei, appunto, a reazione.


Automation in AviationLa propulsione è cioè assicurata da una reazione all'azione primaria, che è quella, esercitata dai motori a turbina, di spingere all'indietro grandi masse d'aria. E a ben guardare, anche l'elica non fa altro che spingere all'indietro l'aria, ricavandone una spinta in avanti.

Ma il principio di "azione e reazione" si può metaforicamente applicare anche ad altri campi dell'aeronautica, ed è quanto fa Antonio Chialastri nelle pagine di  Automation in Aviation,  quinto  capitolo del libro Automation, apparso on line nel luglio del 2012, nel quale Florian Kongoli raccoglie in 27 capitoli altrettanti studi e punti di vista sull'influenza dell'automazione nei moderni processi produttivi.

Per tornare al nostro principio di azione e reazione, il metaforico campo di applicazione sul quale Chialastri richiama la nostra attenzione è quello del paradosso dettato dall'introduzione dell'automazione nelle cabine di pilotaggio degli aeromobili, dove a fronte della semplificazione di certi compiti e della soluzione di vecchi problemi (azione), si è venuta delineando nel corso degli anni una preoccupante insorgenza di nuovi problemi (reazione), in gran parte dettati dall'interazione tra gli umani e gli automatismi.

Insomma, dopo un lungo periodo di anni nel quale la graduale introduzione di elementi di automazione all'interno del cockpit ha contribuito a far calare in maniera drammatica il rateo di incidenti aerei, si è assistito, a partire dagli anni '70, a periodiche impennate verso l'alto della curva degli incidenti.

La tipologia di questi incidenti ha spinto gli studiosi a indagare nel campo dell'interazione tra umani e tra umani e macchine, ponendo in risalto diversi aspetti critici: le mutate modalità di presentazione delle informazioni sugli strumenti (tanto per fare un esempio), dove le vecchie lancette sono state soppiantate da indicazioni puramente numeriche che però non sono altrettanto istintive ad interpretarsi; oppure le difficoltà legate alla comprensione delle modalità di "ragionamento" della macchina, tanto più subdole quando per una qualche ragione gli automatismi vanno in avaria o si comportano in maniera strana.

Perché, come ci ricorda in apertura Chialastri, che già nelle pagine di Manuale di Volo ha più volte affrontato l'argomento, e che proprio su questo tema è recentemente intervenuto in occasione del primo ANPAC Safety Day,  "Un aereo che atterra in sicurezza è il risultato dell'immenso sforzo organizzativo richiesto per fronteggiare una situazione complessa che ha come attori gli umani, la tecnologia e l'ambiente."

In definitiva, una lunga storia di amore-odio tra i piloti e le loro sempre più informatizzate macchine, che se da un lato assicurano, quando tutto funziona al meglio, la diminuzione dei carichi di lavoro e la semplificazione di molte routine, dall'altro complicano maledettamente la vita quando qualcosa va nel verso sbagliato. Oltre naturalmente a comportare, soprattutto nelle generazioni più "anziane" uno sforzo di adattamento che per molti si è rivelato oltremodo difficile.

Tutti problemi ben esemplificati nei case study che concludono il capitolo il quale, benché in inglese, risulta di facile e piacevole lettura.

Il tutto è scaricabile gratuitamente all'indirizzo http://www.intechopen.com/books/automation/automation-in-aviation mentre una copia cartacea dell'intero libro può essere ordinata a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.



Scheda bibliografica

Titolo: Automation in Aviation, in Aviation, a cura di Florian Kongoli
Autore:  Antonio Chialastri
EditoreInTech, 2012
Genere: Pubblicazione scientifica
ISBN: 978-953-51-0685-2

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