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Alla salute?

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Nella nostra società vi sono sostanze che sono proibite dalla legge, ma tollerate dalla morale (ad esempio, è vietato fumare nei locali pubblici, ma fumare non è considerato moralmente disdicevole) e altre (la droga pesante) la cui vendita è vietata per legge e il cui uso espone al biasimo sociale.


L’alcol invece, pur essendo una sostanza il cui abuso provoca danni notevoli al fisico e pur essendo causa di moltissimi incidenti mortali, soprattutto nelle strade, non viene perseguito legalmente per il suo uso, né vi è un particolare biasimo morale verso chi ne beve modiche quantità. Questa sua estrema diffusione ne sminuisce, nella percezione sociale, il potenziale danno. Soprattutto nel Nord Europa, in America, e in generale nelle culture anglosassoni, l’uso (e l'abuso) di alcol, principalmente nel week end è sempre stata un’abitudine radicata.

Sebbene Francia ed Italia abbiano avuto sino a pochi anni fa percentuali di alcolismo elevatissime, tuttavia l’alcol non è mai stato percepito come fonte di socializzazione positiva, ma apparteneva a frange sociali legate all’emarginazione (poveri, vecchi, disadattati).

Ma quali pericoli vi possono essere dall’assunzione di alcol? Innanzitutto, nelle prestazioni, che diminuiscono a causa di alterazioni delle percezioni, del decremento della memoria a breve e a lungo termine, delle distorsioni palesi nella presa di decisioni, per il rallentamento dei tempi di reazione. Non a caso, le azioni di chi commette reati sotto l’effetto dell’alcol non sono considerate alla stregua di chi è totalmente capace di intendere e di volere.

Il metabolismo corporeo incide sull’assorbimento dell’alcol, poiché circa il 20% viene assorbito dallo stomaco, mentre l’’80% dall’intestino. L’assorbimento dipende inoltre da una serie di fattori come il peso corporeo, il fatto di aver mangiato qualcosa prima di bere, dalla velocità con cui si beve e il contenuto alcolico della bevanda. Se vi sono degli zuccheri nella bevanda alcolica vi sarà un rallentamento dell’assorbimento, mente tutto ciò che contiene biossido di carbonio (come le bollicine o lo spritz) consente un assorbimento più veloce. La velocità di assorbimento incide anche sul tempo per il quale l’alcol rimane nel sangue.

Ovviamente è fatto divieto ai piloti di assumere bevande alcoliche durante il volo e tale divieto si estende anche alle ore precedenti il volo stesso: eight hours from bottle to throttle, dicono gli americani... devono cioè passare almeno otto ore tra l'ultima bevuta e il momento in cui ci si pone ai comandi.

Da alcuni studi condotti per verificare gli effetti dell’alcol sulle prestazioni emergono dei dati inquietanti, che devono far riflettere attentamente chi opera in situazioni ad alta complessità in cui le prestazioni richieste sono elevate. Esperimenti condotti negli USA hanno dimostrato che chi ha dei livelli di BAC (Blood Alcohol Concentration, cioè la concentrazione di alcol nel sangue) superiori al 20 mg %, hanno maggiore probabilità di avere un incidente rispetto a chi non raggiunge questa soglia. Addirittura, vi è un aumento esponenziale che va di pari passo con le concentrazioni di alcol nel sangue. Ad esempio, chi ha una concentrazione di 80mg% ha circa il doppio delle probabilità di una persona sobria di avere un incidente, ma se questa soglia viene portata a 200mg% la probabilità è di venti volte maggiore.

Nei diversi esperimenti che sono stati condotti nei simulatori di volo, si riscontrano percentuali simili per quanto riguarda errori gravi nella condotta del volo. La casistica degli incidenti, ne segnala almeno uno attribuito all'eccesso di alcol: è il caso di un DC-8 Cargo giapponese precipitato dopo il decollo in bassa visibilità da Anchorage (Alaska) nel 1977, uccidendo tutti e tre gli occupanti; le indagini evidenziarono percentuali di alcol nel sangue del comandante tre volte superiori a quelle consentite per guidare una macchina.

Una ulteriore problematica legata in particolar modo al mondo del volo è rappresentata dalla capacità di eliminare le tossine da parte del fegato, la quale risente anche dei cicli circadiani, che nei piloti, gli assistenti di volo e i frequent flyer a lungo raggio sono già di per sé perturbati.

Da notare inoltre che gli effetti negativi dell’alcol vengono enfatizzati dall’alta quota, e questo dovrebbe far riflettere quei passeggeri che, magari per vincere la paura di volare, si concedono qualche "cicchetto" di troppo prima e durante il volo.

antonio.chialastri(at)manualedivolo.it

(25 gennaio 2014)

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