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Il cielo del vicino... - IV

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(segue) Attese infinite e programmazione impossibile, ma anche varietà di destinazioni, possibilità di conoscenze di luoghi e gente quasi senza limiti e, spesso, aerei di ultima generazione, ma anche compagnie economicamente fragili specie di fronte alla ciclicità delle crisi economiche...


...oppure ancora in mano a danarosi appassionati del volo digiuni di cultura aziendale e di capacità imprenditoriali insomma un vero rebus per chi volesse (o potesse) fare una scelta di vita, ma quanto ad addestramento, safety e professionalità a che punto siamo?

Nella inevitabile generalizzazione parlando di una platea tanto vasta di operatori, discriminanti fondamentali rimangono la forza dell’operatore stesso in termini economico-organizzativi e naturalmente la preparazione e la professionalità dei singoli attori ad ogni livello, senza tralasciare le competenze e le capacità degli enti di controllo (spesso nota dolens).

Per quanto riguarda l’addestramento credo si possa affermare senza possibilità di essere smentiti che esso viene delegato in toto alle due maggiori organizzazioni di questo settore ovvero la Flight Safety e la CAE SimuFlite che dispongono, nelle varie sedi sparse nel mondo, di moderni simulatori di volo per ogni tipo di velivolo sul mercato.

I programmi di addestramento gli Istruttori ed i simulatori stessi sono approvati e certificati dai vari enti di certificazione e controllo (FAA, EASA, CASA, JCAB) e sicuramente garantiscono un buon livello qualitativo, sono un momento d’incontro e scambio di informazioni tecnico-operative importanti fra le case madri che producono aerei e gli operatori degli stessi. Purtroppo però è proprio la quantità di operatori a condizionare quello che dovrebbe essere l’obiettivo principale, ovvero uno standard operativo base per tutti: le SOP (Standard Operating Procedures), sono la nota dolente di molti attori di questo comparto. Spesso inesistenti, altrettanto spesso insufficienti ma ancora più spesso incomprese e/o non applicate non consentono alle organizzazioni di addestramento di produrre un livello omogeneo di comportamenti.

Sono poi i piloti a metterci del loro: gli equipaggi spesso non cambiano di composizione per mesi e a volte sono proprio sempre gli stessi nel tempo, ragion per cui vi è un naturale adagiarsi su abitudini e comportamenti non sempre conformi a quelli suggeriti e richiesti. Purtroppo a volte alcuni comportamenti sono anche esageratamente profit (per l’operatore) oriented e in quanto a controlli, questi sicuramente mancano, così come mancano i controllori, ecco perché, come dicevo poco sopra bisogna affidarsi alla professionalità dei singoli attori sulla scena.

E' raro, ma non completamente assente, il caso di operatori (ovviamente parliamo di grandi operatori) che discutano e concordino con le suddette organizzazioni di addestramento, un livello addestrativo standard per i propri equipaggi, programmi personalizzati che consentano periodiche rivisitazioni di impianti dei velivoli del loro funzionamento e delle loro possibili avarie, cosi da coprirne il loro ripasso in cicli temporali abbastanza ristretti, o che chiedano particolari addestramenti (anche abilitazioni se necessarie) ad operazioni su aeroporti critici, poiché non dobbiamo mai dimenticare, che uno delle motivazioni nell’utilizzo del cosiddetto "aereo privato", è proprio il poter raggiungere aeroporti non o poco serviti dall’aviazione commerciale anche per motivi tecnico-operativi, o che facciano costantemente seguire gli addestramenti anche dai propri istruttori.

Un discorso parallelo lo si può estendere al controllo dei velivoli dal punto di vista tecnico. Tuttavia, se pur a volte in maniera opprimente ed esagerata è pur vero che in questo settore i controlli risultano essere più stringenti e gli standard meglio identificati ed applicati, con il risultato di ottenere discreti livelli di sicurezza: i numeri ci sono di conforto in materia.

Il mondo aeronautico, forse più di altri mondi, subisce cambiamenti ed evoluzioni continue con ritmi veramente sorprendenti, per chi un po’ di capelli li ha ancora anche se ormai grigi basta fare mente locale a quando ha iniziato la propria avventura aeronautica e scorrere gli anni in cui l’ha vissuta per rendersi conto di quanto le cose siano cambiate e stiano cambiando.

Anche l’aviazione generale, la business aviation, ha seguito lo stesso percorso ma in alcuni aspetti è venuta più a rimorchio e si è portata dietro "scorie" del passato, atteggiamenti e personaggi stantii, superati anacronistici che perpetravano le loro origini tecnico-professionali ormai superate con superficialità ed arroganza. Oggi le cose stanno cambiando e vorrei mettere l’accento su una componente essenziale che DEVE contribuire in maniera determinante alla creazione di una coscienza e preparazione professionale moderna e uniforme.

Parlo delle Scuole di volo, di quelle organizzazioni che devono dare l’impronta ai piloti di domani; parlo della preparazione degli Istruttori della loro standardizzazione del loro controllo dei programmi e della loro applicazione intelligente; parlo di chi sente ancora la voglia di trasmettere la propria esperienza maturata in anni a spasso per il cielo; parlo di chi le scuole le deve controllare e fare sì che non siano solamente un’Azienda ma che siano Aziende che producono bene in maniera uniforme e attenta a costruire basi solide più che a mirare al solo raggiungimento di un titolo.

Sfoghi e considerazioni a parte, resta il fatto che gira e rigira comunque... "l’erba del vicino resterà sempre più verde"... (fine)

(5 marzo 2014)

 

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