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R.I.P.

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Ha volato per la prima volta nel 2003 ed è un  progetto ancora in via di sviluppo: è un AW-609... un convertiplano. Parola difficile, ma per gli addetti ai lavori il concetto è chiaro: un mezzo che vola come un aereo, ma è capace di decollare e atterrare come un elicottero.


Secondo molti è la vera macchina volante del futuro, capace di trasportare cose e persone direttamente dal centro di una metropoli all'altra. Sì, perché gli aeroporti classici, una volta relativamente vicini al centro delle città che servivano (tipo Linate, per intenderci) stanno a poco a poco scomparendo, e i grandi terminal si trovano ormai a una distanza dal centro a volte superiore ai 50 km.

Nell'ottica dei collegamenti da centro a centro delle città, un mezzo in grado di volare con prestazioni velocistiche di crociera simili a quelle di un turboelica moderno e, allo stesso tempo, di atterrare e decollare dagli stessi spazi normalmente usati dagli elicotteri, è dunque un sogno. Un sogno realizzabile, ma la tecnologia che rende possibile questo sogno è quanto di più complicato, meccanicamente parlando, possa esistere.

Una delle soluzioni possibili è appunto quella del cosiddetto convertiplano: un aereo dotato di due motori turboelica (denominati tiltrotor) che anziché starsene fermi sotto le ali sono in grado di ruotare (tilt) di 90 gradi verso l'alto. Questo permette al convertiplano di staccarsi da terra come un elicottero; una volta raggiunta una quota di sicurezza, i motori si riportano gradualmente in posizione orizzontale, come in un aereo convenzionale. Il procedimento inverso consente l'atterraggio verticale.

Alla luce di quanto detto, appare dunque normale che tra le realtà industriali coinvolte nei vari progetti ci siano tutti i grandi produttori di aerei e di elicotteri, come Boeing, che ha in produzione il V22 Osprey (sviluppato congiuntamente con la firma elicotteristica Bell) già in servizio da qualche anno per lo United States Marine Corps.

Potrà sembrare strano, ma anche in questo nostro per tanti aspetti disastrato paese esiste una realtà industriale capace di esprimersi su questi livelli di tecnologia. Basata sull'aeroporto di Vergiate, l'AgustaWestland, va sviluppando da diversi anni l'AW-609, un convertiplano destinato, a differenza di quello Boeing, essenzialmente al mercato civile, e il cui primo volo risale al 2003.

E' nel quadro dello sviluppo di questo progetto che due dei piloti collaudatori più conosciuti e stimati , l'italiano Pietro Venanzi e lo statunitense Herb Moran, hanno oggi trovato la morte nei cieli di Santhià.

In attesa che l'inchiesta tecnica chiarisca la dinamica dell'incidente, Manuale di Volo intende rendere omaggio a due piloti che, come “quei temerari sulle macchine volanti” di poco più di un secolo fa, hanno speso la loro professionalità e le loro stesse vite sulla frontiera dello sviluppo del trasporto aereo.

Vi sia lieve la terra, ragazzi...

(29 ottobre 2015)

 

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