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Aeronauticamente emergenti - II

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(segue) II - Volare in certi paesi del mondo, spesso catalogati come “aeronauticamente emergenti”, è dunque cosa che pone qualche rischio, e come abbiamo visto il “sistema aviazione commerciale” di questi paesi è messo sotto accusa dalle autorità occidentali.


Restando al nostro esempio, quello dell'Indonesia, cerchiamo di completare il quadro e di individuare altre zone grigie e punti deboli dell'aviazione commerciale di un paese dove tutte le compagnie aeree sono elencate nella black list europea.

Partiamo dall'orografia. Le piccole isole (e ce ne sono una miriade) sono caratterizzate per lo più da profili altimetrici tormentati, dove perfino ricavare una pista decente spesso è un problema: la maggior parte degli aeroporti è dotata di piste corte, spesso non asfaltate, e dotate di impianti luminosi di guida che definire rudimentali (ammesso che ci siano e siano correttamente funzionanti) è decisamente ottimistico. Sulle isole più grandi, la densità abitativa è tra le più alte del pianeta, e gli aeroporti sono praticamente inglobati in periferie più o meno selvaggiamente urbanizzate.

Le condizioni meteo indonesiane, proprio in virtù dell'orografia, sono estremamente variabili, soprattutto durante la stagione delle piogge, con precipitazioni improvvise ed estremamente intense. Il clima umido e caldo fa inoltre sì che nebbia e nubi basse la facciano praticamente da padrone per molte ore della giornata.

Il servizio meteorologico è praticamente inesistente, e in mancanza di previsioni attendibili spesso la pianificazione del volo si fa telefonando all'aeroporto di destinazione e chiedendo che tempo fa… peccato che, come abbiamo già accennato, la variabilità estrema sia una delle caratteristiche salienti del clima locale.

Non è migliore la situazione delle radioassistenze, che soprattutto per quello che riguarda gli aeroporti più piccoli sono spesso inesistenti o fuori uso per buona parte dell'anno

In condizioni simili la maggior parte del volo, e segnatamente la fase di avvicinamento, non si svolge secondo le regole del volo strumentale, e i piloti sono costretti a cercarsi un varco tra le nubi fidandosi solo di quello che vedono, della loro conoscenza della zona e della loro esperienza. Se a questo si aggiunge che le comunicazioni radio vengono gestite, a terra, da personale poco addestrato e che spesso non dispone di strumentazione adatta a fornire bollettini meteo attendibili il quadro è (quasi) completo.

Gli incidenti dell'agosto e dell'ottobre scorsi sono decisamente illuminanti: due turboelica impegnati in voli su piccoli aeroporti in zone boscose e orograficamente accidentate, in condizioni meteo caratterizzate da pioggia e nubi basse, e con una assistenza strumentale al volo pressoché inesistente. Entrambi hanno terminato il loro volo contro le pendici di un monte: quello di agosto durante la fase di discesa, e quello di ottobre poco dopo il decollo.

Abbiamo parlato poche righe fa di un quadro “quasi” completo. Ebbene, ciliegina sulla torta, i piloti indonesiani devono anche fare i conti con piste mal recintate, dove vedersi spuntare davanti all'ultimo momento bestiame o addirittura uomini è cosa tutt'altro che insolita, corte, sconnesse, e strutturalmente non idonee ad assicurare lo scolo e il drenaggio dell'acqua.

Ne hanno fatto le spese, all'inizio di novembre, i 160 passeggeri e i 5 membri di equipaggio di un Boeing B-737 di Batik Air in atterraggio sull'aeroporto di Yogyakarta sotto un violento acquazzone, evento molto frequente visto che la stagione sta cominciando la stagione delle piogge. Su una pista lunga poco più di 2 km, resa sdrucciolevole dalle precipitazioni, l'aereo non è riuscito ad arrestare la sua corsa ed ha oltrepassato la testata pista andando a impantanarsi nel terreno molle. Per fortuna gli occupanti se la sono cavata con qualche graffio e tanta paura.

Quello che fa davvero impressione, è il fatto che se si vanno a spulciare i rapporti di incidente e le statistiche si scopre che gli eventi di uscita di pista (classificati come runway overrun o runway excursion) sono particolarmente frequenti: negli ultimi 5 anni, e limitandoci al modello di aereo in questione (B-737) se ne contano una quindicina.

Non c'è dunque da stupirsi che le statistiche pongano l'Indonesia agli ultimi posti per quello che riguarda la sicurezza. Eppure, non è ancora tutto... (continua)

(6 dicembre 2015)

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