Iscrizione Newsletter

Iscriviti alla Newsletter



Login

Planes

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampaE-mail

Immancabili nei palinsesti natalizi, i “cinepanettini” mi danno per una volta l'occasione di recensire anche una pellicola d’animazione a tema aeronautico. Confesso che mi sono seduto davanti allo schermo con un certo scetticismo, alimentato anche dalle prese in giro dei ragazzi per il fatto che guardavo un programma “da bambini”.


planesE tuttavia, in fondo, qualcosa che rammenta il nostro mondo, e fa pensare, questo film la possiede. C'è la più che sperimentata modalità di umanizzare cose ed animali che la Disney porta avanti da lunghissimi anni, ma c'è anche di più. Perché non sono pochi i piloti che considerano gli agglomerati di metallo che portano nei cieli dotati di un’anima. E capita spesso di vedere pacche amichevoli sulle lamiere degli aerei, o carezze piene di affetto umano. Ebbene, questo cartone è l’espressione concreta di questi atteggiamenti. Insomma l’opera disneyana va a sollecitare anche il mondo dei più grandi dove l’immaginazione corre oltre la professionalità... della serie: anche gli aviatori sono umani!

Dal punto di vista cinematografico si tratta di una continuazione del tema di “Cars”, e da questo punto di vista nessuna novità, il disegno è straordinariamente buono, i colori sgargianti e l’animazione perfetta, la perfezione del “prodotto” è dimostrata dal successo ai botteghini, con una spesa di produzione stimata in 50 milioni di dollari, gli incassi a livello mondiale (solo per la pellicola) sono stati di 240 milioni, di cui circa 150 fuori dagli Stati Uniti. Senza contare poi il commercio di giocattoli e oggetti correlati al film. Successi che il cinema “normale” semplicemente può solo sognare.

La trama, come si addice ad un’animazione, è semplice e scorre senza voli pindarici, ma in fondo si tratta di favole con intenti edificanti che propongono le umanizzazioni animali sin dai tempi di Esopo. Nel nostro caso gli aerei umanizzati, che somigliano a specifici modelli realmente esistenti, recitano una storia che ruota intorno ad una gara corsa compiendo il giro del mondo. Il protagonista, Dusty Crophopper, è un aereo agricolo (nella realtà un Air Tractor AT-502), che soffre di vertigini a quote appena superiori a quelle dei campi di granturco, ma sogna da sempre di partecipare alla: “Wings Around the Globe” la gara dei suoi sogni.

Alcuni aerei sono maschi altri femmina, difficile capire in base a cosa sia stato deciso di quale genere fossero i vari aerei. Ha fatto gridare al sessismo la scelta della Disney di relegare aerei “femmina” in ruoli secondari e soprattutto i personaggi immaginati al femminile in parti ancillari. In effetti la scelta di dividere gli aerei in maschi e femmine, che risponde alla logica dell’umanizzazione, non si capisce a quale logica risponderebbe se non alle linee sinuose di certe macchine. Alcune battute machiste confermerebbero (considerando che si tratta di opere dedicate ai più piccoli) la colpevole tendenza a far considerare le femmine “inferiori” quasi razzialmente. Insomma insieme alla trama a volte troppo semplicistica ci sono dubbi su quale messaggio venga davvero trasmesso ai più piccoli, ma è l’eterna storia delle favole, da Esopo in poi…

Come si diceva prima, aerei e aeroporti reali fanno da modelli ai disegni animati. L’aeroporto dove lavora Dusty per esempio, Propwash Junction, è copiato dall’aeroporto privato della famiglia Leaders sito non lontano da Minneapolis, il Clear Lake Airport (8Y6). Da questo aeroporto trae ispirazione anche la cisterna amica di Dusty, Chug. Singolare il personaggio protagonista femminile della storia che viene dipinto e nominato variamente a seconda del paese d’uscita del cartone. Per l’Italia è Azzurra, in America Rochelle (una canadese, Roccetta in francese), in Brasile Carolina, Tanya in Russia, Sakura (fiore di ciliegio) in Giappone, Heidi in Germania, Yún Yàn Fēi (mangianuvole) in Cina. L’aereo che ispira il disegno di Azzurra/Rochelle è una combinazione di vari aerei, il LearAvia Lear Fan, il Williams V-Jet II, il Cessna 402 ed il Beechcraft Baron e forse altri. Un'altra signora in gara è l’indiana Ishani (Rutan Long EZ).

Oltre ad Azzurra c’è un altro protagonista italiano chiamato Arturo, il tipo di aereo non è identificabile se non per una vaga somiglianza al SAI S.7. Forse un omaggio al grande trasvolatore Arturo Ferrarin, d’altra parte il regista Klay Hall è un appassionato di aviazione. Interessante anche la presenza del prototipo Aerocar International Aerocar I, una delle varie automobili volanti realizzate principalmente negli USA.

Importanti, trattandosi di un’animazione, sono le voci dei protagonisti, nella versione italiana i doppiatori sono un mix di professionisti del genere e di personaggi prestati alla pellicola come Micaela Ramazzotti (Azzurra), il tenore Gianluca Terranova (El Chupacabra/Gee Bee Model R), l'attore e comico anglo-italiano John Peter Sloan (Bulldog/ De Havilland DH88) ed il telecronista sportivo Gianfranco Mazzoni (Brent Mustangburger come in “Cars”, un’entusiasta Ford Mustang del 1964). Roberto Morville, ha diretto l’edizione italiana per la Disney Character Voices International Inc. Il doppiaggio italiano e la sonorizzazione sono state di Dubbing Brothers Int. Italia e i dialoghi italiani e la direzione del doppiaggio di Carlo Valli.

Nel cuore degli appassionati del genere, però, difficilmente questo film scalzerà la mitica serie Dastardly, Muttley e le macchine volanti.


Scheda filmografica:
Titolo originale: Planes
Paese e anno di uscita: USA, 2013

Regia: Klay Hall

 

RSS
RSS