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L'epopea del volo al femminile

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Ci fa piacere, a due anni esatti di distanza dal nostro articolo dedicato a Elisa Deroche (alias Raymonde de Laroche), recensire un testo che della sua (e di altre intrepide aviatrici) avventurosa e affascinante storia si occupa. E se ne occupa in maniera esauriente e, pregio non da poco, divertente.


grassaniEsauriente in primo luogo, perché Enrico Grassani ha al suo attivo non poche pubblicazioni di stampo puramente tecnico dedicate a temi delicati come la sicurezza degli impianti e dei luoghi di lavoro, e quando ci si occupa di cose del genere la documentazione diventa un dovere e l'approssimazione si trasforma in un delitto.

E così, pur trasferendosi l'autore in un campo diverso, la ricchezza e la precisione delle fonti e dei dati raccolti e riferiti, in una forma tra l'altro piacevole e avvincente, costituiscono il vero punto di forza di questa opera. Un'opera che ci porta a spasso (anzi, in volo) in uno scorcio di secolo (l'inizio del XX°) in cui, sullo sfondo scintillante di lustrini della Belle Epoque, le vicende dell'epopea eroica dell'aviazione si intrecciano con le rivendicazioni sociali del primo femminismo.

Due “cose” nuove, e che il senno di poi ci consente di definire epocali, che hanno cambiato la nostra vita, e che l'attenta ricerca di Grassani ci consente di cogliere nel vivo del loro pionieristico divenire.

Filo conduttore dell'opera è la storia di Elisa Deroche, la francese che con lo pseudonimo di Raymonde de Laroche conseguì nel 1910 (e fu la prima donna a farlo) il brevetto di pilota d’aeroplano. Della sua vicenda umana e professionale Manuale di Volo ha già, come abbiamo detto, avuto modo di occuparsi. Ma nel libro di cui oggi stiamo parlando c'è anche altro, molto altro.

C'è, per esempio, Marie Marvingt, che dopo aver cominciato con gli aerostati dell'AèroClub Stella (un aeroclub declinato esclusivamente al femminile) ed avere praticamente inventato il concetto di aeroambulanza, fu la prima donna a compiere missioni aeree in tempo di guerra. C'è Hélène Dutrieu, ciclista detentrice del record femminile dell'ora e anche lei, come Raymonde-Elisa, pilota di ambulanze (terrestri) durante la prima guerra mondiale. E che dire di Harriet Quimby, prima donna a fare in America quello che Elisa-Raymonde aveva fatto in Francia (cioè conseguire il brevetto di pilota), sceneggiatrice cinematografica e prima trasvolatrice della Manica?

E ancora, c'è la prima donna capace di “chiudere” un looping, Katherine Stinson; e se il nome suona familiare agli appassionati di volo, è perché Edward, il suo fratellino minore, per imitarla divenne a sua volta pilota e, in seguito, costruttore di aerei. E c'è Lydia Vissarionovna Zvereva, prima aviatrice di Russia. E ci sono Jeanne Herveu, Bessica Raiche, Ruth Law…

Ci sono insomma le storie di tante donne, e non le nominiamo tutte per non togliervi il piacere di scoprirle per conto vostro, che all’inizio del ’900 vollero (e seppero) esprimere le loro capacità in un settore che un radicato pregiudizio, ed è ancor oggi un pregiudizio purtroppo duro a morire, tende a considerare come esclusivo appannaggio del genere maschile.

A loro, alla loro avventurosa epopea umana e tecnica, sociale e personale, sono dedicati i 23 capitoli di questo libro: una lettura da non perdere.


Scheda bibliografica

Titolo: Elisa Deroche alias Raymonde de Laroche.
           La presenza femminile negli anni pionieristici dell'aviazione
Autore: Enrico Grassani
Editore: Editoriale Delfino, 2015
Genere: Storico, sociologico
ISBN: 978-88-973-2346-4

(8 marzo 2016)

 

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