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Sully

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Basato sul libro Highest Duty: My Search for What Really Matters, scritto dello stesso Chesley Sullenberger con il giornalista Jeffrey Zaslow, esce finalmente anche in Italia Sully, che sotto la regia di Clint Eastwood porta sul grande schermo quello che è stato definito “il miracolo dell’Hudson”


sullyLa storia nuda e cruda dura solo 208 secondi, ed è più che conosciuta: il comandante Sullenberger e il primo ufficiale Jeffrey Skiles, ai comandi del volo US Airways 1549 decollano dall’aeroporto LaGuardia di New York; dopo appena tre minuti di volo, ad una quota di 2800 piedi, il loro A-320 entra in collisione con uno stormo di anatre canadesi; con entrambi i motori piantati, su un’area densamente popolata come NYC, e senza possibilità di raggiungere un aeroporto in volo planato, Sully decide di posare il suo aereo nel fiume Hudson, e vi riesce senza vittime: la stampa e l’opinione pubblica lo acclamano come un eroe e gridano al miracolo, ma come sempre accade, ci sono alcuni “ma”...

Il primo “ma” è un disturbo post traumatico da stress che lascia Sully preda di incubi ricorrenti, ed è proprio da uno di questi, con l’aereo che invece di posarsi nel fiume si schianta contro un grattacielo di Manhattan e il protagonista che si risveglia, che la sceneggiatura di Todd Komarnicki prende le mosse. Non era facile costruire un’ora e mezzo di pellicola (comunque meno di quello a cui ci ha abituato Clint Eastwood) su 208 secondi avvenimenti reali, ma il film ci riesce bene, facendo ricorso ad una miscela di flash-back, riprese aeree (sintetiche, e si nota), incubi, fatti (resi con molta verosimiglianza, la mano del vero protagonista si vede) e dubbi.

Dubbi interiori, quelli di Sully che si interroga sulla correttezza umana e deontologica delle sue scelte operative, e dubbi della commissione d’inchiesta del National Transport Safety Board, che basandosi su alcune considerazioni (che all’epoca dei fatti molta stampa e qualche spregiudicato autore cercarono di far passare come la “vera” verità) mette in dubbio la bontà della scelta dei piloti, asserendo che la possibilità di arrivare sani e salvi su un aeroporto c’era.

Argomentazione risibile, se si pensa che i piloti che al simulatore dimostrarono tale possibilità dovettero effettuare diverse prove, e conoscevano comunque a priori i termini esatti del problema e il corso degli eventi, mentre l’equipaggio reale si trovò ad affrontare un imprevisto drammatico e soprattutto con la consapevolezza di non avere a disposizione un secondo tentativo.

E soprattutto, argomentazione alla quale l’indagine dell’NTSB, pur doverosamente prendendola in considerazione, non dimostrò di dare troppo peso. Eppure è proprio la ricostruzione filmica del ruolo e delle azioni dell’NTSB a destare qualche perplessità, perché Eastwood, forse memore dei conflitti tra il suo ispettore Callahan e i di lui superiori, tende a raffigurare gli investigatori come un’accozzaglia di burocrati scioccamente pignoli e inutilmente persecutori. Il che chiaramente è forse un po’ troppo didascalico, e soprattutto riduttivo nei confronti di quella che è riconosciuta come la massima autorità mondiale in materia di indagini sugli incidenti aerei.

A questo proposito, Tom Hanks ha dichiarato all'Associated Press che Sullenberger, nel rivedere una prima bozza della sceneggiatura, dove gli investigatori NTSB erano indicati con i loro veri nomi, pretese che questi venissero cambiati. Secondo Hanks, Sullenberger riteneva che i veri investigatori "non fossero pubblici ministeri" e che non fosse quindi giusto attribuire loro comportamenti "persecutori, da pubblica accusa di un processo."

Stranamente, la battuta più riuscita del film non viene dalle labbra di un Tom Hanks comunque a suo agio (ancora una volta, dopo Apollo 13) nel ruolo del comandante di un aeromobile in pericolo, ma da quelle di Aaron Eckhart che, nei panni del primo ufficiale Skiles interrogato dai “cattivi” dell’NTSB, alla domanda se, potendo, avrebbe rifatto tutto nello stesso modo risponde “Avrei preferito farlo nel mese di giugno”, con ovvio riferimento alle acque gelide dell’Hudson.

Girato completamente con telecamere IMAX, il film ha debuttato il 2 settembre al 43° Telluride Film Festival, ed una settimana dopo in una trentina di altri paesi. Nei principali paesi europei, così come in Italia, l’uscita è stata programmata a cavallo tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre. In ogni caso, al momento della sua uscita in Italia, il film ha già totalizzato introiti per quasi 200 milioni di dollari, che paragonati ai 60 spesi per la sua produzione, ne fanno indubbiamente un successo.

Scheda filmografica:

Titolo originale: Sully, Miracle on the Hudson
Paese e anno di uscita: USA, 2016
Regia: Clint Eastwood
Interpreti principali:
Tom Hanks
Aaron Eckhart
Laura Linney
Anna Gunn
Ann Cusack
Mike O'Malley

 

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