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Sully

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Passate le festività di fine anno con i loro tradizionali pienoni nei cinema, è il caso di tornare su uno di quei successi, Sully di Clint Eastwood, occupandoci però del libro che a quel film ha dato origine, e lo facciamo in compagnia del comandante Agostino Ferrari, che i nostri lettori già conoscono.


sully_libro_ferrariIl libro e il film sul caso del volo 1549 della US Air del 15 gennaio 2009 hanno avuto in italiano lo stesso titolo: Sully. E Sully è il nome con qui viene comunemente chiamato il comandante Chesley B. Sullenberger dell’US Air, protagonista, quel giorno, del clamoroso “ammaraggio” sulle acque del fiume Hudson a New York, con il suo Airbus A320.

Quel 15 gennaio Sully, appena decollato dall’aeroporto di La Guardia, stava sorvolando il Bronx mentre accelerava l’aereo per la salita quando, avvicinandosi ai 3000 piedi, impatta con un gruppo di oche che gli mettono fuori uso entrambi i motori.

Nel drammatico e anomalo silenzio subentrato, Sully, rispettando le regole di comportamento nei casi di emergenza (volare, valutare, atterrare), affida al suo secondo, Jeff Skiles, il compito di cercare di riavviare i motori e lancia il mayday. Lui si trova così ai comandi di un aereo che sta precipitando, che vola per gravità come un aliante, che può controllare solo nella direzione e che deve trovare una soluzione per portarlo a terra integro. Può effettuare solo variazioni di prua e piccoli aggiustamenti nel rateo con attenzione alla velocità minima, ma il punto di contatto con la superficie resta molto incerto.

Nella sua virata per cercare di rientrare inizialmente a La Guardia, Sully vede Manhattan, il fiume Hudson e si rende conto che non più salvare l’aereo e, non avendo né nel Queens, né nel Bronx, né a Manhattan aree disponibili e adeguate alla sua situazione, ma solo densi agglomerati di manufatti, per non portare distruzione e lutti anche a terra, sfidando le probabili critiche, prende la sua coraggiosa decisione: il fiume Hudson, che si presenta davanti a lui nella sue ampie dimensioni, tumultuoso, ma senza onde pericolose, è la pista adatta per ospitare il suo volo e per cercare di salvare i passeggeri. Sully è convinto di riuscire a controllare il volo fino all’acqua e di contare sull’assistenza dei traghetti e delle imbarcazioni che operano nella zona per aiutare i passeggeri a porsi in salvo dall’acqua gelida del fiume.

Il controllo del traffico stenta a capacitarsi di una simile decisione e gli offre, inizialmente, la disponibilità degli aeroporti di Teterboro o di Newark nel New Jersey. Ma di fronte alla decisione di Sully si dichiara disponibile con la massima collaborazione per la buona riuscita del volo senza assillarlo con richieste non necessarie. Così, dopo poco più di tre minuti dall’impatto con gli uccelli, Sully ferma il suo Airbus sull’Hudson, all’altezza della 48a strada di Manhattan, con tutti i suoi 155 passeggeri sani e salvi. Solo una hostess ha accidentalmente subito una ferita ad una gamba.

Sully: My Search for What Really Matters è il titolo originale del libro che, con la collaborazione del giornalista Jeffrey Zaslow, Sully ha scritto per raccontare oltre a questa sua drammatica esperienza anche la sua straordinaria testimonianza di vita come pilota:  appassionato del volo fin da ragazzo, è entrato nell’Air Force con l’impegno di restarvi per cinque anni ed è diventato pilota da caccia sul mitico F 4 – Phantom. Al termine del periodo previsto, è entrato a far parte degli equipaggi della US Air.

Con le gambe sotto a un tavolo, ci si possono porre molti interrogativi, sulla gestione dell’emergenza: si poteva agire diversamente? E alla domanda che, malignamente, gli viene posta dai commissari, Sully risponde dimostrando che le simulazioni fatte non avevano tenuto conto dei tempi di reazione e d’intervento della realtà.

Ritengo che sia il film che il libro siano molto interessanti anche per gli addetti ai lavori. Si integrano senza sovrapposizioni dannose. E’ interessante rilevare quanti riferimenti si possono ricavare, ancora oggi, sulla vita e i problemi sociali e sindacali dei piloti di linea che nel libro vengono evidenziati.

Mi sembra un buon esempio di come è stato presentato un caso vissuto nella sua drammaticità, senza indulgere in facili retoriche o fantasiose esagerazioni.


Scheda bibliografica
Titolo: Sully: nel momento del pericolo il fattore umano fa la differenza
Autori: Chesley B Sullenberger, Jeffrey Zaslow
Editore: HarperCollins Italia, 2016
Genere: Autobiografia, Instant book
ISBN: 9788869051104

 

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