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La lunga estate calda

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E così, ad onta di chi temeva che nessuno si facesse avanti, sono ben 32 le manifestazioni di interesse nei confronti di Alitalia che, allo scadere del termine fissato per le 18 del 5 maggio i tre commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari si sono ritrovati sul tavolo.


“E’ un buon inizio”, sarebbe stato il primo commento trapelato a caldo, ma già la mattina dopo uno dei tre commissari, nel corso della presentazione del rapporto di ENAC sull’attività del 2016, si è assestato su posizioni più prudenti, spiegando che si tratta solo dell’inizio e che il lavoro di esame delle varie proposte deve ancora cominciare.

Sì, perché le 32 offerte vanno studiate e analizzate per capire quali siano quelle che possono essere considerate sostenibili ed in linea con quanto richiesto dai commissari. I quali, nell’avviso pubblicato lo scorso 17 maggio, avevano previsto tre scenari di massima: la ristrutturazione della compagnia, la vendita in blocco, o la vendita dei beni e contratti (il cosiddetto “spezzatino”).

Il risultato di questi giorni rappresenta infatti solo il primo passo della gara vera e propria, e tuttavia, anche se le proposte non sono ancora vincolanti e c’è quindi ancora molta strada da fare, è comunque giustificato il sollievo manifestato da governo e commissari, perché come dicevamo in apertura fino a pochi giorni fa si prospettava la possibilità che nessuno si presentasse.

La ridda di voci che fino a ieri ha imperversato (Lufthansa sì – Lufthansa no; la scalata dei dipendenti, Etihad si prende tutto; Ryanair vuole il lungo raggio… anzi no, vuole solo i piloti; arrivano gli americani di Delta… solo per citarne alcune) lascerà adesso il posto ad un periodo di studio in cui, fatta la tara di quelle offerte che non dovessero presentare agli occhi dei commissari i necessari requisiti di robustezza e credibilità, chi è interessato avrà accesso alla cosiddetta data room.

A partire dalla metà di giugno, e per un periodo di 4/6 settimane i concorrenti avranno cioè la possibilità di mettere il naso nei conti e nelle operazioni di Alitalia, anche se molte informazioni ritenute sensibili non saranno ancora messe a disposizione. Trattandosi ancora della prima fase della gara, con manifestazioni senza alcun vincolo, potrebbe infatti darsi il caso di concorrenti di Alitalia che si siano fatti avanti non per reale interesse, ma solo per impossessarsi di utili informazioni industriali.

Obbiettivo dei commissari è quello di restringere il campo delle offerte non vincolanti entro la fine di luglio per poi arrivare alle fase delle offerte vincolanti nel mese di ottobre. Durante questo iter ci sarà anche modo, per chi tra i soggetti ammessi lo ritenesse opportuno, di costituire o modificare cordate, magari anche tirando in ballo altri gruppi che fin qui non hanno ancora manifestato interesse.

Nel frattempo i tre commissari, sul piano operativo, continueranno a lavorare approfittando del finanziamento di 600 milioni del prestito-ponte: taglio dei sovraccosti (a cominciare da quello del carburante, che pare abbia già “fruttato” 100 milioni), la solita immancabile cassa integrazione per i dipendenti (la macelleria sociale tanto per cambiare la paga Pantalone), e il nuovo piano industriale (con l’abituale ridda di voci su nuove, meno nuove e vecchie destinazioni).

E siccome finalmente qualcuno si è accorto che il taglio delle spese serve solo ad allungare l’agonia, pare (o almeno ci raccontano) che la vera partita si giochi proprio su questo ultimo punto. E anche qui,come per le varie offerte, per capirci qualcosa di più bisognerà aspettare l’autunno.

Solo allora si vedrà se le scelte fatte saranno state paganti in termini di aumento dei ricavi, perché a riempire gli aerei durante l’estate sono buoni tutti.

(7 giugno 2017)

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