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Ma questo non è un paese normale

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Per consentire ai passeggeri che arrivano o partono dall’aeroporto di Pisa di raggiungere agevolmente i parcheggi scambiatori lunga sosta e la stazione ferroviaria di Pisa  il Comune di Pisa, tramite la società in house Pisamo, partecipata anche da Toscana Aeroporti con il 5% del capitale, decide la costruzione di un people mover.


Si tratta di un tramvia lunga 1750 m, in sostituzione della preesistente linea ferroviaria, che consente poi di accedere agevolmente alla città o di transitare sulla rete ferroviaria RFI. Il collegamento con la stazione e la città di Pisa, e la possibilità di lasciare la macchina nel parcheggio scambiatore e raggiungere l’aeroporto con una breve corsa  in tram, offrono evidenti comodità ai viaggiatori.

Come purtroppo troppo spesso accade in Italia, le cose non filano lisce.

La Pisamo (società del Comune) appaltatrice sia della costruzione che dell’esercizio, non ha i capitali necessari; oltre al finanziamento europeo si decide allora, in project financing, di aggiudicare la commessa ad una società privata che metta i restanti capitali necessari, in cambio però di un affidamento della gestione trentacinquennale (avete capito bene 35 anni!). Il Comune assicura ai privati almeno 1,8 milioni passeggeri paganti all’anno, e qualora fossero di meno il Comune si impegna a ripianare la differenza.

E qui, come si dice, casca l’asino, nel senso che la pianificazione risulta essere completamente sballata, il mover è vuoto e non trasporta le “galline” che dovrebbero fare l’uovo, ovvero i passeggeri che pagano il biglietto.

Il motivo, a mio parere, è abbastanza evidente: coloro che hanno concepito il piano di fattibilità avranno stabilito l’affluenza degli utenti del mover in base ai dati ufficiali dell’ENAC, Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, che accredita all’aeroporto di Pisa circa 5 milioni di transiti all’anno. Stimare che un terzo circa di questi passeggeri possano essere utenti del tram parrebbe a prima vista abbastanza logico, ma…

...ma si sono dimenticati di un piccolo particolare, vale a dire che su 5 milioni di viaggiatori in transito sull’aeroporto (a vocazione prevalentemente turistica), ben il 70% sono passeggeri internazionali, cioè turisti che ovviamente non si portano l’auto al seguito ma fruiscono di pacchetti omnicomprensivi, trasporto incluso.

Allarme rosso! Adesso chi tira fuori i quattrini che mancano? Niente paura the italians sono creativi.

Per impedire che gli autobus turistici possano arrivare direttamente in aeroporto e sottrarre preziosi biglietti, il sindaco di Pisa emette una ordinanza che per motivi ambientali (sic), vieta ai bus di avvicinarsi alla aerostazione e li obbliga a scaricare i passeggeri al parcheggio scambiatore. Vero colpo di genio.

Eccovi descritta con le parole del Sole 24ore, l’odissea di un turista: ”L’ordinanza impone di portare i passeggeri al parcheggio scambiatore che dista 700-800 metri dal terminal: lì si devono recuperare le valigie, comprare il biglietto (2,70 Euro n.d.r.) per il people mover, prendere un ascensore per raggiungere il piano interrato, prendere un altro ascensore per risalire al livello del binario e salire infine sulla navetta che porterà di fronte al terminal”.

I 700 metri più cari e faticosi, credo, che ci siano in circolazione!

E adesso chi glielo dice alla casalinga di Voghera?

(8 maggio 2018)

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