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Problemi al litio

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Anche se il trasporto di grossi quantitativi di batterie agli ioni di litio sugli aerei passeggeri è già dal 2016 vietato per disposizione dell’ICAO, il rischio di un incidente anche grave a seguito di un evento causato dalla pessima abitudine delle suddette batterie di incendiarsi ed esplodere non è ancora completamente scongiurato.


Basta infatti una sola batteria, in caso di thermal runaway, a scatenare un incendio; e negli ultimi mesi diversi sono stati i casi di surriscaldamento che hanno costretto il personale di cabina ad adottare le procedure messe a punto dalle varie compagnie per minimizzare il rischio di ritrovarsi con un fuoco in cabina passeggeri.

La procedura è abbastanza semplice, e consiste nel piazzare il telefonino (o laptop, o tablet) dentro a un recipiente metallico pieno d’acqua e nell’intervenire con gli estintori di bordo per soffocare eventuali principi di incendio, localizzati generalmente alle borse che contenevano il PED incriminato.

Ovviamente, tale procedura è attuabile solo ed esclusivamente se il PED  si trova in cabina passeggeri, ed è per questa ragione che la comunità dei naviganti aveva accolto con molta perplessità le disposizioni  dello Homeland Security Department statunitense, che nel marzo del 2017 impose alle compagnie aeree che collegavano gli USA con 10 aeroporti nel Medio Oriente e del nord Africa l’imbarco in stiva di ogni apparato elettronico più grande di un  cellulare, adducendo informative di intelligence circa l’organizzazione di attentati da mettere in atto con l’utilizzo di laptop a bordo.

Il bando fu tolto nel luglio successivo, ma gli esperti di sicurezza aeronautica non hanno smesso di studiare il fenomeno. Anche la FAA, che all’epoca del provvedimento di cui sopra aveva mantenuto un imbarazzatissimo silenzio, porta avanti un programma di sperimentazioni nel suo centro tecnico di Atlantic City. Al programma partecipano anche l’ICAO, altri enti tecnici e rappresentanze dei piloti. Ed è proprio nel corso del forum sulla sicurezza organizzato il primo agosto scorso a Washington dall’Air Line Pilots Association (ALPA) che sono stati resi noti gli ultimi sviluppi di tali studi.

Si tratta di una serie di prove fatte simulando vari contesti all’interno di un ambiente che riproduce le condizioni di un bagaglio imbarcato nella stiva di un aereo; all’interno della valigia un particolare dispositivo innesca artificialmente un evento di thermal runaway sulle batterie agli ioni di litio di un comune computer portatile.

Ebbene, nel 40% dei casi l’incendio sviluppatosi è rimasto circoscritto all’interno della valigia, ed anche quando le fiamme si sono propagate agli altri bagagli, l’impianto di estinzione ad halon è riuscito a domare il focolaio.

Tutto sotto controllo, allora?

Beh, fino ad un certo punto, perché il fuoco e il fumo a bordo restano in assoluto le cose più temute dai piloti, e un incendio non controllato può distruggere un aereo in pochi minuti.

Senza contare che un evento di fuoco, ancorché estinto, in stiva comporta ugualmente un atterraggio in priorità al primo aeroporto disponibile in rotta, con tutto quello che ne consegue in termini di disagi per i passeggeri e costi per la compagnia.

Ma, come spesso purtroppo succede, c’è di più...

(11 agosto 2018)


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