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X-57: c'è anche l'Italia

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Missione spaziale: è questa la prima immagine che ci viene in mente quando si parla di NASA. Ma molto prima della corsa alla Luna quella che allora si chiamava NACA (senza la S di Spazio) era già comunque un’agenzia federale USA all’avanguardia nella ricerca aeronautica. Ed i suoi progetti di ricerca iniziavano con la lettera X.


Iniziavano... e iniziano ancora: perché quella lettera, estratta dalla parola eXperimental, continua a designare ancor oggi, oltre 70 anni dopo l’X-1, i progetti sperimentali aerospaziali della NASA.

L’X-1 fu il primo, e molto probabilmente anche il più noto al grande pubblico, e portò per la prima vola un essere umano, nella persona dell’allora capitano Chuck Yeager, a superare la barriera del suono. Poi c’è stato l’X-35, destinato tra mille polemiche a diventare l’F-35. E alla fine è arrivato anche, nel 2016, l’X-57.

E dentro al progetto X-57 c’è anche, sorpresa delle sorprese, tanta Italia. Sì, perché nella patria dei Cessna e dei Piper, marchi commerciali che nella lingua di tutti i giorni sono praticamente diventati sinonimo di “aereo leggero da turismo”, quando la NASA ha avuto bisogno di un bimotore leggero per sperimentare la propulsione elettrica, beh… è venuta a cercarlo in Italia, e più precisamente a Capua.

Il Tecnam P2006T è un bimotore leggero (1250 kg al decollo) progettato da quel genio dell’aviazione leggera che rispondeva al nome di Luigi Pascale, fondatore prima della Partenavia e poi di Tecnam. Laureato in ingegneria aeronautica più o meno nei giorni in cui l’X-1 di Chuck Yeager superava la barriera del suono, costruì il suo primo aereo nel garage di casa con l’aiuto del fratello Giovanni, anch’egli ingegnere. A portare in volo il P48 (P per Pascale, 48 per l’anno di inizio del progetto) fu una figura mitica dell’aviazione italiana: Mario de Bernardi.

Da allora, e fino alla sua scomparsa nel 2017, Luigi Pascale ha continuato a progettare aerei di estrema semplicità e di grande affidabilità, che per anni hanno costituito il nerbo della flotta degli aeroclub italiani e sui quali si sono formate generazioni e generazioni di piloti civili. Macchine versatili e robuste, con un discreto mercato anche all’estero, alle quali solo la carenza di capacità industriale e il disinteresse della politica italiana verso il settore dell’aviazione generale hanno precluso il traguardo del grande successo commerciale internazionale.

Macchine, a partire dal primo P48 e fino al nostro P2006T, rigorosamente ad ala alta, un concetto progettuale al quale i fratelli Pascale sono sempre stati fedeli, e che ha forse avuto un ruolo non secondario nella scelta della NASA.

Oltre ad essere un aereo molto leggero (1250 kg al decollo) il P2006T gode infatti di un disegno essenziale e pulito che consente ampi margini di modifica per adattarlo alla nuova forma di propulsione, quella elettrica, che è lo scopo del progetto X-57 della NASA. Da questo punto di vista, l’ala alta consente una maggiore distanza da terra delle eliche, il che si traduce in una maggiore flessibilità in fase di sperimentazione.

Il progetto è già arrivato alla terza fase, e dopo che un thermal runaway aveva causato l’incendio distruttivo di un pack di batterie (le famigerate batterie agli ioni di litio) originale costituito da otto moduli separati tra di loro da strutture a nido d’ape teoricamente in grado di contenere il fuoco, i moduli sono diventati 16, sempre per un totale di 320 celle. Questo dovrebbe consentire una migliore dispersione di calore, e garantire quindi un contenimento più efficace.

Nel frattempo, i motori elettrici che inizialmente erano posizionati a metà circa delle ali, come nel progetto originale del P2006T, sono stati spostati alle estremità, e lungo il bordo di attacco delle ali sono stati piazzati 12 piccoli motori, dotati di eliche a scomparsa, destinati a migliorare le prestazioni in decollo per poi “scomparire” una volta in crociera.

E mentre nei test a terra si cerca di ricostruire una gamma estremamente differenziata di scenari di thermal runaway il piccolo bimotore uscito dalla geniale matita di Luigi Pascale si sta preparando al primo volo vero, previsto a quanto pare già per i primi mesi del 2019.

(22 settembre 2018)

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