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La rivoluzione delle scatole nere

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A più di sette mesi di distanza dall'incidente del volo Air France 447, restano ancora sconosciute le cause della tragedia, e anche se il secondo rapporto del Bureau d’Enquêtes et d’Analyses (BEA) francese sembra orientarsi sul malfunzionamento delle sonde di rilevamento della velocità, non pochi restano i punti oscuri.

Gran parte di questa incertezza deriva dal fatto che a tutt'oggi non sono ancora state recuperate le scatole nere dell'aereo, e anche se l'agenzia francese IFREMER, che a giorni dovrebbe dare inizio a una nuova campagna di ricerca, gode di ottima reputazione internazionale, trovare i due preziosi reperti sul fondo dell'oceano è un po' come cercare il classico ago nell'altrettanto classico pagliaio.

D'altra parte, l'analisi dei registratori vocali (CVR) e dei dati di volo (FDR) è di capitale importanza per la definizione esatta del corso degli eventi e, al di là del caso contingente, è strettamente necessario mettere in atto ogni sforzo per garantire in futuro la pronta disponibilità di questi dati.

E' anche per questo che il secondo rapporto del BEA, pur non arrivando come abbiamo detto a nessuna conclusione certa, ha tuttavia ritenuto opportuno puntualizzare diverse raccomandazioni riguardanti, appunto, le scatole nere.

Tanto per cominciare, ha chiesto che il tempo di trasmissione delle emittenti radio subacquee (ULB – Underwater Locator Beacon) che consentono la localizzazione delle black boxes sia allungato, dagli attuali 30, a 90 giorni. A questo proposito, vale la pena ricordare che le ricerche furono sospese al quarantesimo giorno esatto (il costruttore delle scatole nere aveva dichiarato che questo era il tempo presumibile di trasmissione dei localizzatori radio di emergenza), quando solo il 74% della zona di possibile ritrovamento era stata esplorata.

In secondo luogo, il BEA ha chiesto l'installazione, per gli aerei destinati al sorvolo di vaste zone di mare, di un ULB supplementare, su frequenze molto basse (intorno ai 9 KHz), capace di consentire una rapida localizzazione di massima della zona dove si trova il relitto, giungendo a ipotizzare l'adozione di scatole nere eiettabili, magari dotate di dispositivi che ne consentano il galleggiamento facilitando così il loro ritrovamento.

Ma la terza raccomandazione è quella che introduce davvero una ventata di novità.

Le poche cose certe che fin qui si sanno a proposito dell'incidente del giugno scorso derivano dall'analisi di alcuni messaggi di anomalia che i sistemi informatici di bordo hanno trasmesso alla base parigina di Air France sfruttando un sistema che è noto sotto il nome di ACARS (Aircraft Communication Addressing and Reporting System ).

Si tratta di un sistema di trasmissione satellitare di dati in forma digitale tra l'aeromobile e una stazione a terra. I dati possono riguardare semplici testi o parametri di volo, sono inviati automaticamente o su richiesta, e rendono molto più semplice e rapida l'individuazione, anche in tempo reale, di eventuali anomalie.

Il BEA chiede di mettere allo studio un progetto che renda obbligatoria, su tutti gli aeromobili da trasporto pubblico, l'installazione di un sistema in grado di trasmettere automaticamente a terra una certa quantità di dati e parametri di volo, in modo di averli comunque a disposizione e sfruttarli a fini di indagine anche in caso di irreperibilità assoluta del relitto.

Non pochi sono gli ostacoli che si frappongono alla realizzazione di un tale progetto, a cominciare dal massiccio impiego di banda e frequenza che il monitoraggio di tutti i voli commerciali (nel 2000 erano in media 50.000 al giorno) richiederebbe, per finire all'enorme numero di parametri oggetto delle trasmissioni (sono una cinquantina, trasmessi continuamente e riconducibili a una base di tempo).

Senza contare, inoltre, problemi di attendibilità dovuti a eventuali disturbi o interruzioni ai quali la trasmissione via radio potrebbe andare soggetta.

Comunque sia, pare che la soluzione che molti prefigurano, se non per i prossimi anni perlomeno per i prossimi decenni, consista nel togliere le scatole nere da bordo degli aerei per posizionarle in un facilmente accessibile disco rigido al suolo.

(18 gennaio 2010)

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