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L'autonomia del pilota

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Un problema di attualità nella formazione dei piloti è rappresentato dalla subdola tendenza a rendere gli equipaggi meri esecutori piuttosto che decision maker dotati di autonomia. Il fenomeno interessa due aree principali: 1) il disegno dei sistemi di bordo e 2) le norme di impiego dei piloti.

1) Sistemi di bordo

Con l’introduzione di aeroplani di nuova generazione, concepiti con il concetto di glass cockpit, la ridondanza sistemica ha portato sempre più il pilota ad eseguire ciò che è previsto dal costruttore, anche perché le varie interconnessioni tra sistemi di bordo rendono quasi impossibile avere una completa padronanza delle logiche che soggiacciono alla filosofia di impiego degli strumenti di bordo.

Chi non ricorda gli incidenti che hanno interessato l’Airbus A 321 nei primi tempi in cui fu immesso nei voli di linea? Una volta, capitò ad un copilota che stava de-selezionando dei VOR lungo la rotta, di ritrovarsi a dover effettuare una discesa di emergenza, poiché la interconnessione tra impianti di bordo collegava elementi di navigazione con il sistema di pressurizzazione.

Chi poteva prevederlo? Ma soprattutto, a che logica corrispondeva?

2) Le norme di impiego dei piloti

Dal punto di vista della proliferazione delle norme, che continua ancora oggi, assistiamo al tentativo di codificare ogni aspetto della nostra attività di linea. Ora, l’iper-codificazione non solo causa dei problemi di conoscenza di tutte le norme, ma anche di ottemperanza, e in qualche caso di violazione, dei manuali.

Infatti, laddove c’è un’inflazione delle norme, automaticamente si riscontra, soprattutto in Italia, un comportamento deviante, che spazia dall’adesione acritica ai dettami dei manuali alla deliberata violazione di quanto previsto come segno di insofferenza. Entrambi sono comportamenti potenzialmente rischiosi.

La consapevolezza dei razionali che ci sono dietro le norme, permette così un’osservanza critica, che consente al pilota una conoscenza del livello di rischio che ci assumiamo ogni volta che la deroga dalla norma è doverosa per poter rispettare i requisiti minimi di sicurezza.

Dunque, il metodo di studio conta molto di più della quantità di informazioni che è possibile tenere a mente nello svolgimento della propria attività di volo.

(1 agosto 2010)

 

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