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Vocazione pilota

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Secondo uno studio della FAA, stanno emergendo perplessità circa la selezione dei piloti nelle aerolinee. Il lavoro del pilota, che una volta era considerato "lavoro di vocazione", è diventato oggi per molti un ripiego che, a fronte di una discreto investimento, fa ottenere un ritorno economico adeguato.

La scarsità della forza lavoro qualificata disponibile, a fronte di un tumultuoso aumento della richiesta del trasporto aereo che sta crescendo a ritmi forsennati, specialmente ad Est, e in particolare nei paesi del Golfo, in India e in Cina, ha provocato un abbassamento dei criteri per la selezione iniziale.

Ironicamente, un pilota americano ricorda che, fino a qualche tempo fa, non bastavano tre allunaggi e la visione a raggi X per essere sicuri di superare le selezioni per l'assunzione in una delle Major (le cosiddette compagnie di riferimento) americane. Si poteva, in definitiva, adottare un vecchio detto mutuato dal campo musicale secondo il quale "il volo è per molti, ma non per tutti".

E anche se, per una strana legge di natura, non si può fare il pilota senza il divertimento di scoprire in ogni volo qualcosa che ci faccia crescere, altrimenti il volo diventa un incubo dove la figura del giudice aleggia, deprimente, su ogni decisione, ultimamente, a seguito dell’abbassamento dei requisiti minimi per accedere alla professione, la motivazione al miglioramento continuo e all’approfondimento di tematiche professionali è scemata, lasciando il posto a una concezione dell'impiego che tende al “minimo sforzo - massimo risultato”

Il risultato è che oggi si tende a pensare che chiunque possa fare il pilota, con conseguenze non chiare sul futuro della sicurezza del volo mondiale, che non può permettersi di abbassare lo standard in concomitanza con l’aumento in termini reali dei voli annuali.

Infatti, se un incidente su un milione di voli può essere socialmente accettabile a fronte di un milione di decolli, non lo è senz'altro più se i decolli sono dodici milioni l’anno. Vorrebbe dire, in pratica, avere ogni mese un incidente grave, con grande risonanza a livello mondiale.

E mentre nessuno riporta un incidente automobilistico avvenuto all’estero (e ve ne sono, dato che Francia e Germania hanno un tasso altissimo di morti sulle strade), in campo aeronautico si finisce sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo in caso di disastro.

(12 settembre 2010)

 

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