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Volontario con le ali

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Marco Ghermandi, romagnolo cinquantaseienne, ha cominciato a volare a 19 anni in Aeronautica Militare (93° AUPC), per poi passare all'Alitalia, dove si è guadagnato una solida fama di ottimo comandante e istruttore. Prematuramente pensionato, dedica oggi parte del suo tempo al volontariato... anche aeronautico.

Ghermandi - Ho messo insieme più di 16.000 ore di volo, pilotando un po' di tutto: copilota su DC10, DC9/30, A300 e B747, e poi 16 anni di comando su MD80, B767 e B777. Anni formidabili, ma è inutile crogiolarsi sugli allori: in pensione occorre cambiare registro, se non si vuol morire di ricordi e piombare in depressione.

MdV - Quando hai lasciato l'attività di linea?
Ghermandi - Me ne sono andato il 31 dicembre 2008, dopo aver cestinato il contratto a tempo determinato che la "cordata dei patrioti" CAI mi aveva "gentilmente" proposto, e aver rifiutato la cassa integrazione, forte del fatto che avevo già maturato la pensione. Credevo che altri mi avrebbero imitato, ma evidentemente conoscevo male i miei colleghi, e molti di loro hanno fatto scelte di convenienza personale che non mi sento di condividere.

MdV - Facevi volontariato anche prima della pensione?
Ghermandi - Il volontariato ha sempre fatto parte della mia cultura e di coloro che mi sono vicini. Ora contribuisce a dare qualità al tempo che mi rimane e a non farmi più sognare con nostalgia i meravigliosi paesaggi e le situazioni che ho avuto la fortuna di ammirare e vivere. Il contatto con le persone delle varie associazioni, che poi sono il fulcro della Protezione Civile, ha sicuramente cambiato la percezione della società reale che mi circonda.

MdV - Che genere di attività svolgi?
Ghermandi - Il tempo che riesco a dare al volontariato si divide in vari compiti che vanno dal pulire i cessi nelle tendopoli dell'Aquila, al tener d'occhio i corsi d'acqua perché non si riempiano troppo. E poi la sorveglianza contro gli incendi nelle pinete o nelle aree collinari, sia da punti di osservazioni fissi che, da questa estate, dall'aereo.

MdV - Hai messo la tua esperienza e la tua professionalità al servizio della Protezione Civile...
Ghermandi - Sì, e con me lo hanno fatto altri due colleghi, Franco Casadio e Franco Faberi, ma ci sono anche tanti giovani piloti, negli aeroclub, che da me hanno ben poco da imparare, anzi...

MdV - Come funziona?
Ghermandi - Il servizio è una specie di deterrenza estiva per chi, in campagna o in collina, accende fuochi che poi rischiano di propagarsi. Il servizio in volo è complementare a quello terrestre e allerta i VAB, che sono gli spegnitori (sempre volontari), tramite la sala operativa. La provincia di Ravenna ha fatto una convenzione con l'Aeroclub di Lugo di Romagna e voliamo il sabato e la domenica, da luglio fino a metà settembre, con i monomotori da turismo Cessna 150 e 172.

MdV - Molti dicono che questo genere di servizio non è realmente utile...
Ghermandi - A chi denigra il servizio di avvistamento incendi, rispondo parafrasando un famoso allenatore portoghese: nella provincia di Ravenna "ziru incendi". Il burocrate tende a pensare che appunto per questo non serve... meno male che qualcuno più intelligente, come la regione Emilia Romagna, che coordina efficacemente il tutto, la intende in un altro modo.

MdV - Come definiresti, in poche parole, questa esperienza?
Ghermandi - Direi che la mia è la storia di un pensionato "per forza" che, dedicando un po' del suo tempo al volontariato, è riuscito in maniera significativa a disintossicarsi dai fumi di una vita che, per certi versi, ha potuto definirsi formidabile.

(20 settembre 2010)

Marco Ghermandi, romagnolo cinquantaseienne, ha cominciato a volare a 19 anni in Aeronautica Militare (93° AUPC), per poi passare all'Alitalia, dove si è guadagnato una solida fama di ottimo comandante e istruttore. Prematuramente pensionato, dedica oggi parte del suo tempo al volontariato... anche aeronautico.

 

Ghermandi - Ho messo insieme più di 16.000 ore di volo, pilotando un po' di tutto: copilota su DC10, DC9/30, A300 e B747, e poi 16 anni di comando su MD80, B767 e B777. Anni formidabili, ma è inutile crogiolarsi sugli allori: in pensione occorre cambiare registro, se non si vuol morire di ricordi e piombare in depressione.

 

MdV - Quando hai lasciato l'attività di linea?

Ghermandi - Me ne sono andato il 31 dicembre 2008, dopo aver cestinato il contratto a tempo determinato che la "cordata dei patrioti" CAI mi aveva "gentilmente" proposto, e aver rifiutato la cassa integrazione, forte del fatto che avevo già maturato la pensione. Credevo che altri mi avrebbero imitato, ma evidentemente conoscevo male i miei colleghi, e molti di loro hanno fatto scelte di convenienza personale che non mi sento di condividere.

 

Mdv - Facevi volontariato anche prima della pensione?

Ghermandi - Il volontariato ha sempre fatto parte della mia cultura e di coloro che mi sono vicini. Ora contribuisce a dare qualità al tempo che mi rimane e a non farmi più sognare con nostalgia i meravigliosi paesaggi e le situazioni che ho avuto la fortuna di ammirare e vivere. Il contatto con le persone delle varie associazioni, che poi sono il fulcro della Protezione Civile, ha sicuramente cambiato la percezione della società reale che mi circonda.

 

MdV - Che genere di attività svolgi?

Ghermandi - Il tempo che riesco a dare al volontariato si divide in vari compiti che vanno dal pulire i cessi nelle tendopoli dell'Aquila, al tener d'occhio i corsi d'acqua perché non si riempiano troppo. E poi la sorveglianza contro gli incendi nelle pinete o nelle aree collinari, sia da punti di osservazioni fissi che, da questa estate, dall'aereo.

 

MdV - Hai messo la tua esperienza e la tua professionalità al servizio della Protezione Civile...

Ghermandi - Sì, e con me lo hanno fatto altri due colleghi, Franco Casadio e Franco Faberi, ma ci sono anche tanti giovani piloti, negli aeroclub, che da me non hanno nulla da imparare, anzi...

 

MdV - Come funziona?

Ghermandi - Il servizio è una specie di deterrenza estiva per chi, in campagna o in collina, accende fuochi che poi rischiano di propagarsi. Il servizio in volo è complementare a quello terrestre e allerta i VAB, che sono gli spegnitori (sempre volontari), tramite la sala operativa. La provincia di Ravenna ha fatto una convenzione con l'Aeroclub di Lugo di Romagna e voliamo il sabato e la domenica, da luglio fino a metà settembre, con i monomotori da turismo Cessna 150 e 172.

 

MdV - Molti dicono che questo genere di servizio non è realmente utile...

Ghermandi - A chi denigra il servizio di avvistamento incendi, rispondo parafrasando un famoso allenatore portoghese: nella provincia di Ravenna "ziru incendi". Il burocrate tende a pensare che appunto per questo non serve... meno male che qualcuno più intelligente, come la regione Emilia Romagna, che coordina efficacemente il tutto, la intende in un altro modo.

 

MdV - Come definiresti, in poche parole, questa esperienza?

Ghermandi - Direi che la mia è la storia di un pensionato "per forza" che, dedicando un po' del suo tempo al volontariato, è riuscito in maniera significativa a disintossicarsi dai fumi di una vita che, per certi versi, ha potuto definirsi formidabile.

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