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Always On...

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Tutti i giorni sentiamo parlare di internet veloce, di macchine intelligenti che possono chiamare il carro attrezzi o di leggere le email ovunque. Tutto ciò è reso possibile dal collegamento alla rete e dai servizi "Always on". Ma cosa significa essere sempre connessi? Perché Always On?

Con il termine tecnico "Always on" si intende una connessione internet il cui stato è sempre attivo. Un sistema è da considerarsi "Always on" quando è sempre connesso ed è in grado di trasmettere/ricevere dalla rete. In una interpretazione più ampia della definizione su indicata, si può considerare come un sistema sempre connesso (o almeno in buona parte del suo tempo) anche un utente umano. In pratica, si può indicare un utente "Always on" colui che si connette al mattino con il proprio PC, con il proprio cellulare dalla metropolitana mentre va a lavoro e con il PC dell'ufficio.

Quello che l'utente spesso ignora è che ci sono altri momenti della giornata in cui è "collegato ad una rete": può essere collegato se usa un GPS intelligente, se l'auto è dotata di un allarme satellitario, se riceve la posta sul telefonino o se utilizza il badge per entrare in ufficio.

E' evidente che le potenzialità applicative dell'essere sempre connessi sono molteplici.

Macchine intelligenti che possono fare una autodiagnosi ed avvertire il meccanico di un guasto, che mandano allarmi in caso di incidenti o che monitorano i nostri consumi di carburante e avvertendo la compagnia assicurativa sugli effettivi chilometri percorsi in un mese. Cellulari in grado di farci vedere l'ultima partita della nostra squadra del cuore e avvertirci quando inizia il nostro telefilm preferito. Un sistema RFID con cui possiamo sapere dove si trova il nostro bagaglio imbarcato all'aeroporto e non ancora arrivato o pagare l'autostrada. Giocare o chattare con un amico dall'altra parte del mondo senza nessuna limitazione sul dove ci troviamo ed in tempo reale...

Molti sono interessati al tema per motivi strettamente economici: operatori di telefonia, produttori di auto, la grossa distribuzione, etc.

Fortunatamente, ci sono anche molti che cercano di fare ordine in un mercato sfidante e eterogeneo, come, ad esempio, la Commissione Europea.

La Commissione EU sostiene lo sviluppo delle reti di telecomunicazioni, tra cui le reti wireless, e cerca di armonizzare gli standard e ed il mercato (un tangibile esempio del loro operato è nel nuovo regolamento EU per il costo del roaming interazionale attuato a luglio 2009).

Ma dove ci porterà il dilagare del fenomeno e quali saranno gli impatti sul nostro immediato futuro?

Sicuramente, i dispositivi "mobile" subiranno grossi cambiamenti.

Avremo dispositivi più intelligenti, più completi e più potenti. Portatili più piccoli, più leggeri, con una maggiore autonomia e con un costo più contenuto (è il caso dei NetPC). Nuovi dispositivi innovativi che cambiano il modo di interagire con l'utente e "sensibilizzano" il mercato (è il caso del l'iPAD).

Ci saranno cambiamenti nella "rete" così come la conosciamo.

Sarà sempre più potente con nuovi protocolli di comunicazione (come già da molto annunciato IPV6) o nuovi modelli di cooperazione e di business (come, ad esempio, il Cloud Computing).

Purtroppo, come naturale conseguenza, ci saranno anche dei rischi.

La Privacy che diventerà un tema sempre più caldo e seguito. Ad oggi ci sono già stati diversi casi in cui il Garante della Privacy si è trovato costretto a combattere in tribunale per garantire dei diritti fondamentali degli utenti ed è facile immaginare cosa potrà succedere in un vicino futuro completamente "Always on".

La sicurezza sarà un altro aspetto di primaria importanza. Pensate cosa significa combattere contro un Virus o uno Spyware che ha infettato il vostro telefonino e che può inviare a chi vuole tutti i vostri numeri di telefono, le vostre telefonate.

Sino a questo momento, le potenzialità già espresse del "Always on" sono incredibili ed assomigliano molto a scene di film di fantascienza di qualche anno fa. Lo stato di fatto è che il potenziale vero ancora non lo abbiamo ancora espresso e siamo ancora nella prima fase di sviluppo. Aspettiamoci una rivoluzione culturale.

(03 Ottobre 2010)

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