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Questione di misure

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Andando in giro per il mondo bisogna prendere confidenza con il sistema di misure in vigore nei vari paesi, per non incorrere in brutte sorprese. Tuttavia, in questo i piloti sono avvantaggiati, perché sono abituati ad avere a che fare con misure strane anche al lavoro.

Infatti, a differenza dei comuni mortali, i piloti lavorano con i piedi (non dal punto di vista metaforico) e con le miglia nautiche, cioè con trasposizioni italiane di valori americani o inglesi. L’altezza si misura in piedi, ma la velocità si calcola in nodi (miglia nautiche per ora).

Per quanto riguarda il piede, che è uguale a 0,304 metri, risulta intuitivo capire che dimensioni abbia, sempre che non si tratti di mio figlio Niccolò che porta il 47 e mezzo di scarpe da ginnastica, senza peraltro vergognarsi neanche un po’.

Il miglio nautico, o meglio il nodo, è invece la misura con la quale si misura la velocità delle navi e per estensione è stato esportato al mondo degli aerei; corrisponde a 1852 metri.

Tra l’altro, benché il miglio sia utilizzato principalmente nei paesi anglosassoni, l’etimologia deriva dal latino milia passuum, cioè mille passi.

La visibilità è espressa in chilometri o metri se è bassa, mentre il carburante è espresso in chilogrammi. Tra l’altro, pur avendo l’indicatore del carburante che riporta i chilogrammi, tuttavia l’aereo mantiene le limitazioni nate nel paese in cui l’hanno progettato, che guarda caso è spesso il'America.

Ad esempio, la limitazione per lo sbilanciamento massimo (i serbatoi stanno nelle ali) ammesso sull’MD80 è di 680 kg., un numero difficile da ricordare, sebbene i progettisti americani avessero pensato di facilitare la vita al pilota, stabilendo un limite di 1500 libbre... much easier. Per la cronaca, la libbra equivale a circa mezzo chilo, esattamente 0,456 kg. ed il suo nome deriva dal latino libra, che vuol dire bilancia.

Questa differenza nell’indicazione del carburante tra chili e libbre ha dato vita a non pochi inconvenienti, laddove un indicatore era tarato per le libbre ed usato per indicare chili. Infatti, l’equipaggio, che al rifornimento legge una quantità soddisfacente, in realtà si trova la metà del carburante necessario. Chiaramente, gli equipaggi cui è capitato questo inconveniente, pochi per fortuna, si sono accorti del difetto a metà del viaggio...

Un altro esempio: la dimensione massima per le bolle che si possono formare all’interno dei finestrini, varia da due a quattro pollici. Ora, quale pilota europeo, che non sia inglese, va in giro con il polliciometro? Il pollice americano, come suole dire il mio amico Cecco, un chitarrista che ha un pollice da 2,54 cm, indica proprio la dimensione del pollice di una mano americana. Che non è piccola.

Un’altra cosa che può essere utile sapere, una volta scesi dall’aereo è quale è il cambio moneta, per avere un’idea di quanto costa fare un pieno di benzina.

In America, ti prende la depressione, poiché il cambio ci favorisce con un rapporto di un euro per 1,40 dollari, ma la benzina la vendono al gallone, non al litro. Ho affittato una macchina per andare a Cape Canaveral, che dista circa 230 miglia statutarie da Miami, pensando a quanto avrei dovuto mettere di benzina. Un miglio statutario corrisponde a circa 1608 metri, mentre un gallone equivale a 3,79 litri (quasi quattro).

La depressione viene quando capisce quanto costa fare un pieno. Mio figlio Niccolò mi sfotte continuamente perché ancora uso le lire (altra unità di misura), con cui paragono tutto. Quindi, 2,60 al gallone equivale a poco più di 600 lire al litro. Che invidia.

Se si guarda la TV, per provare a capire questo strano sport che il football americano, occorre sapere a quanto ammonta una iarda, dato che si gonfiano di botte per guadagnare queste benedette iarde. Ho scoperto così che la iarda è circa un metro (0,914).

Infine, se sentite una temperatura di 70° in America non vi spaventate, perché la misurano in Fahrenheit, mentre noi la calcoliamo in Celsius. Per fare un rapido calcolo di quanti gradi ci sono, occorre considerare che il nostro zero equivale a 32 dei loro gradi, e che per ogni 1,8° Fahrenheit c’è un grado Celsius. Quindi, per scoprire la loro temperatura bisogna fare “per due meno un decimo” e aggiungerci i famosi 32 gradi... e viceversa.

Quel giorno c’era una temperatura di 72° e mio figlio ha ingaggiato un piccolo combattimento di wrestling con il suo cellulare, in funzione calcolatrice, per scoprire come mai avesse tanto caldo.

Il risultato è che c'erano circa 22 dei nostri gradi, ma sembrava più caldo per via della fatica fatta per scoprirlo.

(26 gennaio 2011)

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