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Fire Bomber Into Hell

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Non avevo alcuna idea di cosa volesse dire fare il pilota antincendio. Quel poco che conoscevo era dovuto al remake del film Joe il pilota (1943) con Spencer Tracy, che aveva tanto affascinato Steven Spielberg bambino, al punto di riproporlo in chiave antincendio nel film Always (1989) con Richard Dreyfuss.

bomberIl libro di Al Linc Fire bomber into hell mi è sembrata una buona occasione per saperne di più, anche perché Al è stato mio collega di corso piloti NATO e già prima di entrare nella Royal Canadian Air Force (RCAF) aveva avuto esperienza come bush pilot in quell’incredibile grande paese che è il Canada.

Questa premessa mi sembra necessaria per spiegare la forte curiosità con cui mi sono dedicato alla lettura del libro che mi ha permesso di scoprire un modo di volare molto particolare, unico, veramente interessante e con alcuni aspetti inaspettatamente simili a quelli vissuti dai piloti di linea (manuali; sindacati; contratto; rapporto Capt-F/O; seniority).

In Fire bomber into hell Linc racconta i suoi trentasette anni di pilota antincendio, dal 1960 al 1997, che scorrono segnando anche la storia di questa specialità. Infatti il primo intervento aereo su un incendio è stato effettuato il 13 agosto 1955 per iniziativa di Joe Ely del Servizio Forestale degli USA, mentre Linc ha iniziato questa esperienza nel 1960 quando non erano ancora state definite idonee direttive e gli aerei venivano utilizzati senza adeguate supporti.

Alla sua prima uscita, a luglio di quell’anno, volando sullo Stearman, un biplano usato in agricoltura con un serbatoio capace di 125 galloni di ritardante, venne inviato per intervenire su un incendio che interessava 30.000 acri (!). L’unica indicazione operativa che venne data a Linc e agli altri piloti del gruppo fu: go and see what you can do with it e per più di tre settimane, volando dall’alba al tramonto, questi piloti hanno cercato di capire come ottenere dei risultati confrontando le loro quotidiane esperienze durante le ore serali. I coordinatori a terra e i Birddog, cioè  gl’ispettori forestali che in volo, seguivano e controllavano l’efficacia degli interventi, sono venuti dopo.

L’impegno di Linc ha contribuito a facilitare i piloti nell’ottenere dei risultati positivi. Con gli appunti di Pilot’s Notes for Fire Bombing, del 1966, che nel 1968 è diventato un libro, ha elaborato e proposto ai colleghi e a tutto quel mondo il primo tentativo di linee guida per operare efficacemente. Scrisse poi Air Attack on Foresta Fire  che gli valse un largo riconoscimento per la competenza sulla specifiche problematiche.

Nei primi capitoli del libro Linc mette in evidenza la drammaticità delle condizioni tecnico ambientali in cui opera il pilota antincendio, i continui gravi pericoli cui va incontro, le sollecitazioni alle quali vengono sottoposti gli aerei, i tanti lutti. Ma ci insegna che, anche in quelle condizioni, la sicurezza si persegue attraverso una approfondita conoscenza del proprio aereo e la consapevolezza delle proprie forze e delle proprie debolezze: Know your and the airplane’s limits gli avevano insegnato nella RCAF. E Linc studia con attenzione le caratteristiche dei diversi aerei sui quali vola e verifica le prestazioni, in particolare nel caso dello stallo e come uscirne, conoscendo i ridotti margini in cui ci si può trovare durante le operazioni.

Linc non si lascia prendere dalla tentazione della autoreferenzialità e cerca di trattare i problemi con obiettività anche se si può percepire una certa superiorità quando afferma che il pilota antincendio non sceglie la quota e l’aria calma dei voli regolari, ma la bassa quota, i limiti dell’atmosfera dove s’incontrano violenti windshear che tolgono all’aereo la capacità di volare, tornado orizzontali o rotor wind  e turbolenze cosi severe da rompere gli aerei in volo.

Dopo lo Stearman, Linc ha volato sul TBM (Grumman Avenger); il Grumman F7F e i bimotori Grumman S-2F-Tracker; Douglas A-26 e infine il DC6B. Su quest’ultimo aereo Linc ha svolto per più anni la sua attività. Nella sua esperienza, l’ha considerato il migliore sia per la quantità di ritardante (3.000 galloni), sia perché potente, sicuro, portato con facilità in ogni condizione, insomma un vero padre di famiglia... e chi di noi che ci ha volato non lo ricorda!

Ma sul DC6B ci voleva un secondo pilota che facesse le manovre che il comandante non poteva eseguire perché fuori dalla sua portata. Questo secondo pilota doveva solo eseguire gli ordini che il comandante chiamava durante le difficili fasi delle operazioni. E se avesse fatto richieste che il secondo non condivideva? Ecco perché Linc non vedeva l’ora di passare, secondo l’anzianità, sul sedile di sinistra. Sembra proprio che per i piloti i problemi siano gli stessi anche vicino al fuoco!

Linc ci racconta -con qualche flash back da ragazzo e da pilota della RCAF- non solo i momenti difficili quando l’Angelo Custode l’ha salvato, o i diversi metodi di attacco agli incendi, ma si sofferma anche a contemplare la bellezza di quelle foreste, di quei laghi e di quei monti; le disavventure anche divertenti e gli incontri con gli altri piloti, la sera, al bar di quelle sperdute località dove erano di base, davanti a un bicchiere di birra. Trasmette efficacemente le sue sensazioni belle o brutte, rendendo il lettore partecipe delle gioie e delle sofferenze.

I piloti antincendio erano dei precari, sottopagati, non godevano di assicurazione sulla vita, non avevano un progetto di pensione, ne contratti di lavoro cui fare riferimento. A una richiesta di aumento poteva seguire il licenziamento. Il lavoro era stagionale e finita una stagione bisognava assicurarsi l’impiego per la stagione successiva e i rapporti con le aziende non era sempre dei più facili. La primavera era dedicata all’addestramento. Per questo, con altri, Linc  propose di formare un sindacato che potesse disciplinare il rapporto di lavoro. Pur con grande fatica e le molte incomprensioni,  la cosa alla fine andò felicemente in porto con soddisfazione delle parti.

Alexander Linc dedica il libro ai piloti antincendio (fire  bomber pilots) che "rischiano le loro vite al servizio degli altri", ma lo scrive con l’intenzione di raggiungere coloro che sentono parlare di questa attività solo attraverso qualche news-flash, come me, e propone loro di accompagnarlo nel rivivere con lui la sua affascinante avventura.

Il libro sembra un romanzo, ma è più di un romanzo, è l’avvincente testimonianza di un pilota che ha fatto di quel tipo di volo la sua vita. Credo che per gli appassionati questa lettura permetta di accostare una realtà molto particolare, sconosciuta ai più, ma che descritta da Linc diventa viva e coinvolgente.

 

Scheda bibliografica

Titolo: Fire Bomber Into Hell - A story of survival in a deadly occupation
Autore: Alexander W. Linc
Editore:
Publisher Booklocker Inc, 2010
Genere: Narrativa

(15 marzo 2011)

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