Luciano Serra pilota - I

Scritto da Franco Di Antonio

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I - Citato nella presentazione della nostra rubrica cinematografica come capostipite del genere aeronautico in Italia Luciano Serra pilota non è tuttavia ancora recensito. Considerando che viene  spesso riprogrammato sulle reti televisive e che è disponibile integralmente anche su YouTube, credo sia giunto il momento di colmare questa lacuna.


lucianoserra1Ricordiamo brevemente la trama: appena usciti dalla Grande Guerra, seguiamo le vicende di un pilota, sposato e con un figlio, che lascia la famiglia e l'Italia (dove l'aviazione è in via di disarmo) per il Sudamerica dopo aver tentato invano di riconvertirsi con circhi e tentativi di record. Da qui, dieci anni più tardi, Luciano tenta il rimpatrio su un monoposto avventurandosi in un raid, ma scompare durante la trasvolata. Trascorrono altri anni. Il figlio partecipa come pilota alla guerra in Africa orientale e, ferito, compie un atterraggio di fortuna in zona nemica. Luciano, che si è arruolato volontario sotto falso nome, raggiunge il velivolo e, sebbene colpito a morte, riesce a soccorrerlo. Una trama solo apparentemente semplice, come vedremo più in dettaglio.

Si tratta di un’opera importante non solo dal punto di vista filmografico ma più in generale dal punto di vista storico, sociale e culturale: una complessa operazione di fusione dei temi di grande successo del cinema hollywoodiano con le necessità propagandistiche del regime fascista.

Luciano Serra pilota si incentra sul rapporto tra padre e figlio (in spagnolo il film esce col titolo “Dello stesso sangue”) che in alcuni casi assume cadenze hollywoodiane. Al padre aviatore problematico e sradicato, si contrappone un nonno materno, l'industriale Nardini, con tutti i simboli della ricchezza e del potere; con una madre incerta tra figlia e moglie. Alla donna, Luciano Serra ricorda "hai sposato un aviatore, non un notaio". Alla fatidica frase del suocero, "C'è un posto per lei nella mia industria", il pilota replica lasciando l'Italia per un lungo vagabondaggio nelle Americhe. Il bambino, staccato dal padre, comunque rimane dalla sua parte, fino al riscatto finale, la morte eroica e la medaglia d'oro al valor militare per Luciano Serra.

Il titolo tedesco sottolinea la parte avventurosa e drammatica della sceneggiatura: “Tra la vita e la morte”. Operazione più complessa invece in Giappone dove le necessità propagandistiche di affinità al fascismo devono conciliarsi con la tradizione nipponica. Viene scelto il titolo Sora Yukaba cioè “Se vai al cielo”, che ricorda l’inno nazionale dell’impero giapponese Umi Yukaba, “Se vai al mare”. Nel titolo italiano pare che sia intervenuto lo stesso Mussolini, che col nome italiano dell’eroe del film avrebbe tagliato corto sulla necessità di sintetizzare un’avventura dai contenuti molto americani con la propaganda dell’uomo nuovo e del progresso della nazione fascista.

Che ci sia stato un coinvolgimento diretto di Mussolini d’altra parte è innegabile considerando che lo sceneggiatore della pellicola, con lo pseudonimo di Tito Silvio Mursino, era il suo secondogenito Vittorio, grande appassionato di cinema per altro spedito a fare il pilota in Africa Orientale (7° Stormo, 4° Gruppo, 14a Squadriglia "Quia sum leo") insieme al fratello Bruno e nello stesso gruppo di Ciano, Pavolini e del cugino Vito (della 15a, “La Disperata”), tutti su Caproni Ca.101 da bombardamento ad Asmara, e quindi direttamente a conoscenza dei contenuti di parte della trama.

Molti liquidano il film come propaganda fascista e quindi da evitare, ma possiamo dire che, sia pure con intenti propagandistici evidenti, la pellicola sviluppa temi e contenuti di notevole importanza sia dal punto di vista artistico che dal punto di vista storico, aiutando a delineare meglio il cosiddetto periodo del consenso del regime fascista. L’importanza storiografica di Luciano Serra pilota non si limita quindi alla conferma della "grande trasformazione" come categoria interpretativa di rilevante importanza ma anticipa un’interpretazione dello scontro tra il Duce e Balbo, tramite la parabola di Luciano Serra molto somigliante a quella di De Pinedo notoriamente critico di Balbo.

Eppure, nonostante la supervisione di Vittorio Mussolini, non si tratta solo di propaganda fascista: il protagonista mostra anche tratti romantici e fortemente individuali (è mosso dal desiderio di gloria personale e dall'amore per il proprio figlio). E forse questo spiega come mai piacque così tanto al pubblico, che in Serra riusciva a identificarsi più facilmente che non con i personaggi di altre pellicole di propaganda uscite in quegli anni e oggi, oltre che dimenticate, praticamente inguardabili per l'alto tasso di retorica.

In effetti Luciano sembra più l'eroe ribelle di un film d'avventura hollywoodiano che non un soldato fascista inquadrato e ubbidiente. (continua)


Scheda filmografica
Titolo originale: Luciano Serra pilota
Paese e anno di uscita: Italia, 1938
Regia: Gofferdo Alessandrini (supervisione di Vittorio Mussolini)
Aiuto regia: Roberto Rossellini, Umberto Scarpelli
Interpreti principali:
Amedeo Nazzari
Germana Paolieri
Roberto Villa
Gino Mori
Egisto Nardini
Andrea Checchi

(20 gennaio 2018)