Peer to peer support - I Stampa
Scritto da Silvana Lovera   

I - In seguito al noto evento Germanwings l’EASA ha emesso una normativa tesa ad Implementare programmi di peer to peer support e assessment per sostenere, con misure proattive e non punitive, i piloti e gli assistenti di volo che per un qualsiasi motivo si vengano a trovare in difficoltà nel corso della loro vita professionale.


Gli indirizzi della base regolamentare EASA (European Aviation Safety Agency) sono rivolti agli enti di aviazione civile di tutti i paesi europei e per l’Italia l’ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) sta già approntando piani e protocolli di sostegno fra pari.

Di recente il Consiglio Nazionale dell’Ordine Psicologi, con il patrocinio della Camera dei Deputati, di ENAC, dei Sindacati ANPAC (Associazione Nazionale Professionale Aviazione Civile) e CISL-Trasporti, ha promosso un convegno, con la partecipazione di professionisti titolati e vari stakeholders di settore per dibattere e affrontare opportunamente queste tematiche.

Il sostegno fra pari, non è certo una novità. Kant, psicologi come Piaget e diversi pedagogisti affrontarono nei secoli scorsi più vicini a noi, il tema del cooperative learning e del peer tutoring. Sviluppatosi dapprima in ambito scolastico, nel corso del tempo il sostegno tra pari è stato sperimentato in altri settori con risultati non sempre univoci.

In età evolutiva, specie adolescenziale, sembra appunto che a volte lo studio e le spiegazioni, leaderless, veicolate con il sostegno e l’empatia dei pari, siano apprese con buon profitto; in campo aziendale fra colleghi di pari livello e inquadramento aziendale questa tecnica può facilitare lo sviluppo di hard e soft skills; nella branca medica pazienti con uguali patologie possono auto-aiutarsi condividendo informazioni ed emozioni; e finanche in ambito economico il peer support di tanti piccoli contribuenti potrebbe sostenere una promettente attività produttiva di un “pari squattrinato”.

Sembrerebbe insomma che alcuni vissuti emotivi stressanti, legati a necessità o eventi personali o di ordine lavorativo, se opportunamente e tempestivamente accolti e gestiti fra pari, possano produrre un impatto ridotto sull’assetto psico-fisico della persona e sulle aziende in toto sia nel breve che nel lungo periodo.

Alle Organizzazioni ad Alta Affidabilità si richiede dunque di fornire assistenza e supporto per riconoscere, affrontare e superare eventuali problemi che potrebbero pregiudicare la capacità di esercitare in sicurezza i privilegi delle licenze di volo ed inoltre di vigilare sul personale critico, ai fini della sicurezza del volo, effettuando controlli più serrati sull’uso di alcol e sostanze psicoattive.

Come si dovrebbero dunque interfacciare le politiche di Safety and Risk Management con la necessità di creare una “comfort-zone di safety psicologica” idonea ad accogliere un membro di equipaggio in difficoltà? (continua)

(26 aprile 2019)