GermanWings: una PET per tutti i piloti? - II

Scritto da Silvana Lovera

Stampa

(segue) Come abbiamo visto, allontanandoci sempre più da una risposta semplicistica alla prima domanda (Non esiste un esame per capire se uno vuole farla finita?) il quadro si complica; e infatti la condotta suicida ha, secondo altri studi, origini diverse.


Può originare da disturbi di personalità in comorbilità con DM o altri disturbi dell’umore, o da casi di abuso di sostanze, o da patologie organiche ecc…

Oltre alle neuroscienze e alla psichiatria, il suicidio è stato studiato sotto la lente d’ingrandimento della psicologia e della psicanalisi, discipline che possono contribuire a dare una risposta alla seconda domanda.

L’impulsività e l’aggressività sono alla base del suicidio. Freud capì intuitivamente che il narcisismo, come disturbo di personalità, può portare, con i suoi meccanismi di ambivalenza amore-odio nell’identificazione con l’oggetto d’amore quando la perdita di quest’ultimo sia vissuta come intollerabile, ad un attacco distruttivo verso quell’oggetto d’amore introiettato.

Infine anche la psicologia sociale e la sociologia si sono occupate del fenomeno suicidario.

La prima inquadra quest’azione violenta non legata esclusivamente a condizioni organico-psichiche del singolo ma come fatto calato in un tessuto sociale disgregato, impoverito o privo di reti di sostegno affettivo/motivanti che hanno vissuto e vivono una destabilizzazione profonda. Si giunge così, in alcuni ambienti e dati momenti storici, alla crisi di elementi protettivi valoriali attraverso la perdita progressiva sia del senso di appartenenza ad una cultura sia del legame a elementi identitari del sé, anche lavorativi.

Il sociologo Durkheim, elaborò una sua teoria secondo cui questo atto estremo si debba evidenziare come fenomeno connesso a situazioni extra soggettive che riguardano la società, i suoi ambienti e i suoi gruppi, dove l’uomo è immerso quotidianamente.

Negli ultimi anni sono aumentati i suicidi collegati alla perdita del lavoro in seguito al fallimento di politiche economiche sovranazionali e nazionali, come in Italia o in Grecia, paese quest’ultimo che ha raggiunto picchi del 35 % in più di questo fenomeno rispetto a prima.

Il suicidio segnala l’implosione di un progetto di vita.

Quando e dove, qual è il momento in cui la psiche di un essere umano, trovandosi nella desolazione, collassa sostituendo alla pulsione di vita un incoercibile desiderio di morte, un delirio distruttivo?

Il determinismo e la reductio ad unum non sono la risposta.

(17 agosto 2015)