Vite salvate

Scritto da Redazione

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Al soccorso che arriva dal cielo, oggi come oggi, possiamo dire di esserci abituati, e anche se desta sempre curiosità e stupore fa ormai parte della nostra vita (quasi) quotidiana un elicottero che si posa in una piazzola di sosta autostradale per raccogliere le vittime di un incidente. Eppure non è sempre stato così: in principio era il mammajut.


In un’epoca in cui l’aviazione militare significava ricognizioni, attacchi aerei e bombardamenti c’era il 15° stormo con il suo mammajut, soprannome che gli equipaggi della Regia Aeronautica assegnarono all’idrovolante CANT Z 501 “Gabbiano” impiegato dalle Squadriglie della Ricognizione Marittima anche nel ruolo di Soccorso Aereo. Un aereo, goffo lento e male armato, nato soprattutto come ricognitore, ma che nelle sue lunghe missioni in mare salvò non pochi equipaggi e naufraghi che vedevano la salvezza nell’arrivo del mammajut.

Vent’anni dopo la fine del conflitto mondiale il 15° Stormo è stato ricostituito, specializzandosi nel campo della Ricerca e Soccorso e da allora, insieme a tante altre squadriglie e stormi, ha svolto un ruolo insostituibile in quello che a molti parrà un ruolo per lo meno bizzarro o insolito per l’Aeronautica Militare: un ruolo non più e non solo di arma aerea a difesa dei nostri cieli, ma anche di potente strumento di soccorso, solidarietà e pace.

salvando

Una storia lunga oltre 80 anni e che continua di giorno in giorno. Giorno e notte, 365 giorni all’anno e 24 ore su 24, uomini e donne, aerei ed elicotteri, dell’Aeronautica Militare sono pronti in brevissimo tempo ad alzarsi in volo per portare soccorso a chiunque si trovi in pericolo di vita, in Italia ed all’estero. Il meglio della professionalità e della tecnologia al servizio di chi ne ha bisogno, con una capacità di soccorso a 360 gradi, sia in favore del personale militare che dei civili: missioni di ricerca e soccorso, evacuazione di zone sinistrate, trasporto di organi e sangue, trasferimento di malati da e per l’estero, soccorso alpino e marittimo, fino al trasporto aereo in biocontenimento gestito dalla Infermeria Centrale di Pratica di Mare, una attività tanto complessa e delicata che in Europa solo le forze aeree di Italia e Gran Bretagna sono equipaggiate ed abilitate per condurla efficacemente ed in sicurezza

Di tutto questo ci parla, con dovizia di illustrazioni (anzi… di meravigliose illustrazioni) Dino Marcellino, già alla sua quarta fatica letteraria nel suo libro “Salvando vite - Operazioni di Soccorso dell’Aeronautica Militare”.

Un libro in un formato prestigioso (l’A4 panoramico) e con una veste tipografica estremamente curata, che tratta delle operazioni di soccorso dell’AMI portando il lettore in missione con uomini e donne dell’Arma Azzurra, a bordo di aerei ed elicotteri, su terra e mare, con una unica missione: salvare vite. Sono racconti di vita vissuta, operazioni reali ed addestramenti, tecniche ed equipaggiamenti; il tutto vissuto a bordo di una ampia gamma di aeromobili: HH-212, HH-139A, HH-101A, KC-130J, Falcon 50 Falcon 900 e tanti altri… sempre nel segno del primitivo mammajut.

Il libro, bilingue italiano-inglese, può essere ordinato direttamente dall’autore, scrivendo per qualsiasi ulteriore informazione a Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. o Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.


Scheda bibliografica:
Titolo: Salvando vite - Operazioni di Soccorso dell’Aeronautica Militare
Autore: Dino Marcellino
Editore: Operazioni Volo, 2018
Genere: Aviazione, Saggio, Documentario
Sito internet: Operazioni Volo

(3 novembre 2018)